Grosseto: Lo scorso 20 gennaio si è riunito il Tavolo per la sicurezza del Fiume Albegna presso la sede del Genio Civile a Grosseto. L’incontro è stato fortemente voluto dall’Associazione V.I.T.A ed era stato richiesto attraverso una lettera aperta inviata alle Istituzioni a seguito degli eventi del 16-17 novembre 2019.
Oltre ai rappresentanti delle Associazioni V.I.T.A., Ponte e Diportisti di Albinia, erano presenti l’Ing. Renzo Ricciardi del Genio Civile, il Consigliere della Regione Toscana Leonardo Marras, il Presidente Fabio Bellacchi e l’Ing. Massimo Tassi del Consorzio Bonifica Toscana Sud, gli Assessori Teglia e Piccini per il Comune di Orbetello, l’Assessore Bruni ed il Sindaco Morini per il Comune di Manciano, l’Assessore Vichi per il Comune di Magliano in Toscana.
Dall’esame degli eventi del 16 e 17 Novembre è emerso in maniera evidente che le opere realizzate e quelle già previste ma non ancora realizzate, come il canale scolmatore di Campo Regio, che peraltro sta andando a gara, non sono sufficienti a garantire una sicurezza idraulica accettabile nel bacino dell’ Albegna a causa, soprattutto, dei tempi di corrivazione che da monte a valle sono diventati brevissimi e la velocità delle acque è talmente elevata da mettere a rischio di collasso qualunque opera idraulica.
URGONO INTERVENTI DI REGIMAZIONE E RALLENTAMENTO A MONTE! Queste sono le istanze che l’Associazione V.I.T.A. ha voluto portare al Tavolo per l’Albegna.
Istanze peraltro anticipate e condivise dal Genio Civile di Grosseto che, in merito a questa problematica, ha richiesto alla Regione, un tavolo di lavoro composto da: Difesa del suolo, Aree Protette, Agricoltura e Legislativo Regionale, proprio per affrontare la questione della regimazione nelle aree collinari.
In estrema sintesi si tratta di individuare quelle aree ad elevato rischio idraulico che possono essere oggetto di rimodulazioni ed interventi specifici, volti a diminuire la velocità delle acque, rintracciando le risorse necessarie, attingendo anche da eventuali fondi regionali.
Il Consigliere regionale Leonardo Marras ha sottolineato la crisi oggettiva raggiunta nella notte fra il 16 e il 17 novembre ed ha convenuto sull’importanza di intervenire a monte, sottolineando il ruolo fondamentale che può rivestire il Tavolo di Lavoro richiesto dal Genio Civile, ma anche la necessità di costruire un sistema che preveda misure compensative per le aree agricole a rischio idraulico nonché coinvolte dai progetti di regimazione.
Durante l’incontro l’Associazione V.I.T.A. ha ripercorso tutte le criticità riscontrate e documentate durante l’evento prima citato, partendo dalla foce del fiume e dai problemi riscontrati sul ponte della Ferrovia, fino a richiedere che si faccia chiarezza sulle origini di un argine non autorizzato realizzato su un terreno privato in loc. Le Volte ed i relativi effetti durante gli eventi calamitosi. L’esposizione ha percorso fin lì l’asta del fiume passando dalle dinamiche idrauliche subito a monte del ponte di Marsiliana, dalle problematiche del fiume Elsa, dalle pericolosissime tracimazioni in sinistra verificatesi in loc. Alberone e quelle in destra idraulica del torrente Magione che hanno provocato molti malumori fra gli abitanti di quell’area.
In merito a quest’ultimo punto, il Genio Civile ribadisce l’omogeneità delle quote di progetto di entrambi gli argini, imputando le cause delle tracimazioni nei naturali assestamenti del terreno.
Proprio nei giorni attorno al 20 gennaio, in seguito alle verifiche fatte dal Consorzio di Bonifica, sono stati effettuati i lavori di ripristino di ambedue i rilevati arginali.
La confluenza del Magione nell’Albegna ed i relativi livelli idraulici, rimangono comunque un punto estremamente critico che dovrebbe leggermente migliorare, secondo i tecnici, con il nuovo modello idraulico previsto dopo la realizzazione del canale scolmatore di Campo Regio, comunque pressoché nulli i suoi effetti nei pressi dell’Alberone.
"Siamo sollevati - si legge nella nota - da questa presa d’atto della situazione da parte delle Istituzioni e della sostanziale unità di intenti che riguarda le attività da svolgere a monte, che rappresentano sicuramente uno stimolo importante per proseguire il cammino di messa in sicurezza del nostro territorio, ma le tempistiche, presumibilmente non brevi, unite alla sempre maggiore frequenza di questi eventi estremi, non lasciano tranquilla una comunità già duramente provata e purtroppo ancora a rischio oggettivo".