Orbetello: «Dall'esame degli eventi del 16 e 17 Novembre 2019 è emerso in maniera evidente che nella Valle dell’Albegna le opere di sicurezza idraulica realizzate e quelle già previste ma non ancora ultimate o affatto iniziate, non sono sufficienti a garantire una sicurezza idraulica accettabile, soprattutto nella parte bassa del bacino, quella più antropizzata». Così in una nota il presidente dell'Associazione V.I.T.A. Aldo Leonzi.
«Il motivo è palese - sostiene Leonzi -, soprattutto, i tempi di corrivazione, che da monte a valle sono diventati brevissimi e la velocità delle acque è talmente elevata (8 m/s) da mettere a rischio di collasso qualunque opera idraulica in terra.
Pertanto, chiediamo ancora una volta che i Comuni coinvolti da questa problematica, ci ascoltino e si confrontino sul tema cercando di creare una sinergia per tutelare le vite e le attività dei propri cittadini.
Vorremmo, inoltre, chiedere che i Comuni di questo territorio verifichino l'efficacia dei propri Piani di Protezione Civile, che li implementino dove carenti, che li divulghino, che si crei un piano Intercomunale e che si investa sul territorio, sia per formare e informare la popolazione sulle buone pratiche e sui comportamenti da tenere in ogni situazione, sia per evidenziare i percorsi e i luoghi sicuri da poter raggiungere in caso di eventi come quelli, purtroppo, già affrontati e che, purtroppo, pare nulla abbiano insegnato alle amministrazioni locali soprattutto a quella di Orbetello.
Tutti sappiamo che in questo momento le opere fatte sono vulnerabili e quelle da fare hanno una tempistica inaccettabile per la situazione di paura ed incertezza che le famiglie e le aziende localizzate nel bacino del Fiume Albegna vivono ormai già da 9 anni.
Abbiamo inviato per tempo una PEC ai Sindaci dei Comuni di Orbetello, Magliano in Toscana, Manciano e Scansano, con la richiesta e l'invito a partecipare ad un incontro/confronto al quale speriamo vivamente intendano partecipare dimostrando di avere a cuore la situazione».