Grosseto: "Sta facendo molto clamore in questi giorni la netta posizione assunta dal Comune di Grosseto, contrario alla proposta di aumento delle tariffe dei rifiuti. Per essere più chiari, siamo contrari alla modalità di proposta, avanzata in sede assembleare dell’Ato rifiuti.
Immaginate come si muove il mondo dei rifiuti: l’Ato, che è l’Autorità composta dai Comuni delle province di Arezzo, Siena e Grosseto, alcuni anni fa ha bandito una gara per individuare il gestore unico per la gestione del ciclo rifiuti. Sei Toscana si aggiudicò la procedura e iniziò a svolgere i servizi di raccolta e spazzamento dei rifiuti nei Comuni delle tre province della Toscana meridionale. Operazioni queste che hanno un costo e che l’Ato rifiuti, chiamato a controllare l’operato del gestore unico, controlla, recepisce e ripropone ai Comuni. In questa fase si inserisce l’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente che ogni due anni è chiamata ad aggiornare le tariffe ambientali. Ovviamente quasi sempre in aumento. Un procedimento quasi diabolico che costringe i sindaci a dover recepire gli aumenti tariffari e a comunicarli ai cittadini senza poter avere di fatto un ruolo attivo.
Se dunque sugli aumenti tariffari imposti dall’Autorità nazionale c’è obiettivamente poco da fare e saremo costretti in futuro a doverli recepire, non condividiamo la modalità con cui siamo arrivati alla proposta di deliberazione da parte dell’Ato. Come è possibile infatti che il procedimento di determinazione di ogni singolo Comune rispetto ai fabbisogni standard sia stato sottoposto a parere di Sei Toscana e non anche ai singoli Comuni?
Perchè i Comuni sono costretti a dover comunicare ai propri cittadini gli aumenti tariffari senza aver avuto prima un confronto diretto sul territorio con l’Autorità che gestisce i rifiuti nelle province di Arezzo Grosseto e Siena?
Interrogativi questi che abbiamo posto all’assemblea e che a seguito di un lungo dibattito hanno portato al ritiro della deliberazione. Non è possibile che i Comuni siano chiamati a ratificare decisioni già prese solo perché se non si approva nei tempi stabiliti la deliberazione, si rischia il blocco dei servizi in conseguenza del mancato perfezionamento del Pef. Un ricatto inaccettabile. Amplificato dalla quasi assenza di sopralluoghi e confronti di Ato Rifiuti (che ha sede a Siena) e da un invio di documentazione a dir poco monumentale a pochissimi giorni dall’assemblea, rendendo sostanzialmente impossibile un’analisi attenta della proposta. Per queste ragioni il Comune di Grosseto, e con esso molti altri Comuni come Siena, Scansano ed altri, hanno detto no alla proposta deliberativa avanzata da Ato Rifiuti.
Occorre una più attenta analisi dei costi che Ato ci propone e richiediamo maggior tempo per poterli analizzare. Vogliamo tra l’altro capire meglio la veridicità e la composizione dei due milioni di consulenze che Ato ripartisce sui Comuni e di cosa si compone la voce di oltre sei milioni di euro per locazioni. Due richieste di mero chiarimento che magari, attraverso un confronto con il territorio, potrebbero trovare risposta", termina la nota dell'Amministrazione comunale di Grosseto