"Non esiste correlazione tra l'esistenza dell'area protetta e la presenza dei lupi; nell'ultimo triennio, come conferma il professor Ferretti dell'Università di Siena, gli esemplari sono dimezzati".
Grosseto: Il presidente del Parco della Maremma, Simone Rusci, risponde alla nota di Mirella Pastorelli, presidente del Comitato pastori d'Italia, in cui si mette in relazione il progetto di ampliamento del Parco con l'ennesima predazione, avvenuto in un'area lontana dai confini del Parco e al di fuori del progetto di sviluppo futuro e si fa riferimento alla proposta di estensione come a un “problema da non considerare” che, a suo avviso, è stato “tenuto nascosto fino adesso”.
"In primo luogo, non si capisce la correlazione, enunciata da Pastorelli, tra l'attacco a un gregge avvenuto nella zona di Albinia e la proposta di ampliamento del Parco sulla golena dell'Ombrone, a meno che il presidente dei Pastori non volesse citare la teoria del caos per la quale il battito d'ali di una farfalla in Brasile può scatenare un urgano in Texas. Vero è che il caos nelle affermazioni di Pastorelli non manca", commenta il presidente Simone Rusci . "Mi preme sottolineare - prosegue- che nessuno ha tenuto segreto l'ampliamento del Parco ma, anzi, il progetto è stato più volte annunciato e ripreso anche dalla stampa, ancor prima dell'avvio formale del procedimento e, quindi, nella massima trasparenza, in una fase in cui la stessa legge non prevede obblighi di comunicazione. Ribadisco, perciò, che nessuno vuole segretare l'ampliamento del Parco, ma che anzi, proprio in considerazione dell'importanza di una proposta di questo tipo, è intendendo mia e dell'Ente avviare un dialogo con tutti gli attori che, in qualche modo, possono essere interessati”.
"Il tema centrale, strumentalmente posto da Mirella Pastorelli - prosegue Rusci -, è la presunta relazione tra l'esistenza dell'area protetta e la presenza del lupo: ma il Parco non mette in atto misure di tutela più restrittive a salvaguardia della specie rispetto alle aree esterne ed è quindi completamente irragionevole, illogico e pretestuoso associare questi due temi. Anzi, è vero il contrario, visto che all'interno dell'area Parco vengono fatti monitoraggi, che ci permettono una conoscenza molto più dettagliata dei comportamenti, del numero dei lupi e degli adattamenti, permettendoci così una più efficace gestione delle conflittualità che, in alcuni casi, possono manifestarsi”.
A confermare queste considerazioni, sono alcuni numeri emersi dai costanti monitoraggi commissionati dal Parco della Maremma agli zoologi dell'Università degli Studi di Siena. Il professor Francesco Ferretti , coordinatore del gruppo di ricerca, precisa: “Nell'ultimo triennio il numero di lupi presenti nell'area protetta si è dimezzato, passando da circa 20-25 esemplari nel 2022 a circa una dozzina a fine inverno 2025. Abbiamo registrato una flessione nelle riproduzioni e, di conseguenza, una flessione del numero di individui che, seppur motivata da ragioni complesse, può essere ricondotta al raggiungimento di un equilibrio tra predatori e prede, anche in seguito alla rilasciata del numero di ungulati che nel Parco è avvenuta negli scorsi anni, sia a causa della presenza stessa del lupo, che grazie alle politiche di gestione e contenimento messe in atto dall'Ente”.
"Possiamo dire in sintesi - conclude Rusci - che le popolazioni di lupi e ungulati all'interno del Parco sono attentamente monitorate e, diversamente dal resto del territorio, la gestione di queste due specie è maggiormente tenuta sotto controllo. In una prospettiva futura, nella quale le politiche di tutela del lupo potrebbero essere modificate, il patrimonio di conoscenze maturate all'interno delle aree protette sarà di fondamentale supporto alle politiche di gestione del lupo, sul territorio regionale e nazionale. Ampliare il Parco nell'area golenale significa, dunque, conoscere e controllare la presenza ei comportamenti del lupo in una zona prossima alla città e non certo incrementarne il numero”.