Nel cuore della Maremma, il festival di Legambiente ha trasformato la sensibilizzazione climatica in azione concreta, con spazi progettati per proteggere i visitatori dalle ondate di calore e promuovere la resilienza urbana
Rispescia: A Festambiente 2025, nel cuore della Maremma, la lotta alla crisi climatica ha assunto forme concrete e visibili. Quest’anno il festival nazionale di Legambiente, che ogni estate trasforma Rispescia in un laboratorio di futuro, ha inaugurato i primi due rifugi climatici del territorio grossetano. Non semplici aree di sosta, ma spazi pensati per offrire sollievo durante le ondate di calore estremo, ormai sempre più frequenti e intense. Situati lungo il percorso del festival, all’ingresso e vicino all’area giochi, i rifugi sono stati progettati come oasi di benessere: zone ombreggiate, pergole in legno, aree relax realizzate con materiali sostenibili, acqua fresca sempre disponibile, sistemi di nebulizzazione e punti alimentati a energia solare per ricaricare i dispositivi e illuminare l’area nelle ore serali.
La scelta di inserirli all’interno della manifestazione non è stato solo un gesto simbolico, ma una dimostrazione pratica di come la cultura ambientale possa tradursi in innovazione e soluzioni reali. Un messaggio che è diventato ancora più urgente in un’estate segnata da temperature record e da un numero crescente di allerte rosse per caldo torrido nelle città italiane.
«La crisi climatica è già qui e va affrontata con misure tangibili, diffuse e accessibili – ha dichiarato Angelo Gentili, coordinatore di Festambiente e membro della segreteria nazionale di Legambiente. I due rifugi climatici realizzati all’interno del nostro festival hanno rappresentato un esempio virtuoso di adattamento, che mette al centro il benessere delle persone, in particolare delle fasce più fragili. Siamo orgogliosi di essere stati il primo festival in Italia a ospitare queste oasi di sollievo, perché crediamo che la cultura ambientale debba tradursi anche in azione e innovazione. Davanti a un’estate segnata da ondate di calore sempre più frequenti e impattanti e da eventi estremi altrettanto violenti, serve una svolta politica e sociale che metta al centro il diritto alla salute, alla giustizia climatica e alla vivibilità delle nostre città e dei nostri territori. La sfida è grande, ma non possiamo più aspettare: dobbiamo agire ora.»
Questa iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di riflessione e azione sul rapporto tra città, ambiente e benessere delle comunità. I rifugi climatici sono il primo passo di un percorso che mira a diffondere in tutto il Paese luoghi capaci di offrire refrigerio e protezione, contribuendo a contrastare quella che Legambiente definisce “povertà da raffrescamento”, una nuova forma di disuguaglianza legata all’impossibilità, per molte persone, di difendersi adeguatamente dal caldo estremo. In questo senso, Festambiente 2025 non è stato solo un evento, ma un manifesto vivente di ciò che significa adattarsi, resistere e progettare un futuro più giusto e vivibile per tutti.