Firenze: Con l’arrivo dell’autunno, le temperature iniziano a scendere e milioni di famiglie italiane si preparano a riaccendere i termosifoni. Ma la stagione fredda del 2025 rischia di pesare sul bilancio domestico più che in passato: secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la spesa media per nucleo familiare raggiungerà i 2.981 euro, tra bollette, TARI, riscaldamento, libri scolastici e spese sanitarie. Solo i costi condominiali, in particolare, sono destinati a crescere del +3,3% rispetto allo scorso anno.
Il calendario dell’accensione dei riscaldamenti varia in base alla zona climatica del Comune di residenza. Il prossimo appuntamento è l'1 novembre, momento in cui Firenze e gran parte del centro Italia potrà riattivare gli impianti fino al 15 aprile, per un massimo di 12 ore giornaliere. In tutta Italia la temperatura massima consentita nelle abitazioni resta di 20°C, con una tolleranza di due gradi, e gli impianti potranno funzionare tra le 5 e le 23.
In questo scenario di rincari e regole sempre più stringenti, QUNDIS, azienda leader europea nei sistemi di contabilizzazione del calore, invita i cittadini a prepararsi per tempo. Bastano piccoli accorgimenti e una gestione più consapevole degli impianti per migliorare il comfort domestico e ridurre sensibilmente i consumi energetici.
Ecco le sei mosse di QUNDIS per arrivare preparati alla stagione del riscaldamento.
1. Controllare l’isolamento termico. Spifferi e finestre non perfettamente sigillate possono far disperdere una grande quantità di calore. Verificare lo stato dell’isolamento – in particolare di porte, infissi e pareti – è il primo passo per evitare sprechi. Un buon isolamento può ridurre la bolletta fino al 25%, garantendo ambienti più caldi e confortevoli.
2. Fare manutenzione all’impianto. Un impianto ben curato consuma meno e dura di più. Pulire periodicamente i termosifoni, eliminare l’aria dai radiatori e far controllare la caldaia da un tecnico qualificato sono azioni fondamentali per mantenere l’efficienza. Anche evitare di coprire i radiatori con tende o mobili favorisce una migliore diffusione del calore in tutta la stanza.
3. Monitorare i consumi. Sapere quanto e dove si consuma è il modo migliore per risparmiare. I ripartitori di calore e le valvole termostatiche consentono di regolare la temperatura stanza per stanza, evitando inutili sprechi. Nei condomìni la contabilizzazione individuale è obbligatoria per legge: secondo QUNDIS, una gestione più consapevole del riscaldamento può ridurre le dispersioni fino al 30%.
4. Sfruttare il calore naturale. Il sole è una fonte di calore gratuita e sempre disponibile. Durante il giorno, lasciare entrare la luce solare aiuta a scaldare naturalmente gli ambienti; la sera, invece, è utile chiudere tapparelle o persiane per trattenere il calore. Un gesto semplice che può fare la differenza sui consumi.
5. Rispettare le regole locali. Non tutti i Comuni hanno le stesse regole: le date di accensione, gli orari e la durata giornaliera del riscaldamento cambiano in base alla zona climatica. Informarsi sulle disposizioni del proprio territorio – e sulle eventuali deroghe per edifici come scuole o ospedali – è importante per evitare sanzioni e contribuire a un uso più responsabile dell’energia.
6. Correggere le cattive abitudini. Piccoli gesti quotidiani possono incidere molto sui consumi. Evitare di asciugare i panni sui termosifoni o di lasciare le finestre aperte per troppo tempo mentre il riscaldamento è acceso aiuta a mantenere costante la temperatura e a risparmiare fino al 20% di energia. Bastano pochi minuti di aerazione al giorno per garantire un buon ricambio d’aria senza disperdere calore.
“La stagione fredda può essere gestita in modo più efficiente se si parte dalla consapevolezza dei propri consumi” ha commentato Matteo Birindelli, Country Manager di QUNDIS in Italia. “Monitorare, fare manutenzione e migliorare l’isolamento non sono solo buone pratiche per il portafoglio, ma anche gesti concreti di sostenibilità ambientale.”
BOX DI APPROFONDIMENTO - Quando si accendono i riscaldamenti: il calendario per zone climatiche
Il calendario di accensione e spegnimento degli impianti di riscaldamento in Italia è stabilito dal D.P.R. 74/2013 e varia a seconda della zona climatica di appartenenza del Comune. Ecco un quadro aggiornato con le principali città:
Zona A – Dal 1° dicembre al 15 marzo (massimo 6 ore al giorno). Comprende i comuni più miti, come Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle.
Zona B – Dal 1° dicembre al 31 marzo (8 ore al giorno). Coinvolge gran parte della Sicilia e della Calabria costiera, tra cui Palermo, Messina, Catania, Trapani, Reggio Calabria e Crotone.
Zona C – Dal 15 novembre al 31 marzo (10 ore al giorno). Interessa molte città del Sud e delle coste tirreniche e adriatiche, come Napoli, Salerno, Bari, Lecce, Taranto, Cagliari, Sassari e Cosenza.
Zona D – Dal 1° novembre al 15 aprile (12 ore al giorno). Include gran parte del Centro Italia e della Liguria, con città come Roma, Firenze, Ancona, Perugia, Livorno, Viterbo, Terni, Chieti e Pescara.
Zona E – Dal 15 ottobre al 15 aprile (14 ore al giorno). Riguarda le aree più fredde del Nord Italia e della pianura padana, tra cui Milano, Torino, Bologna, Verona, Venezia, Trieste, Padova, Brescia, Bergamo, Parma, Modena, Reggio Emilia e Udine.
Zona F – Nessuna limitazione. Comprende i comuni alpini e montani come Cuneo, Aosta, Sondrio, Belluno e Trento, dove le basse temperature richiedono l’uso del riscaldamento durante tutto l’anno.