L'Istituto Leopoldo II di Lorena in visita al Beccarello

Grosseto: Cinquanta studenti, un territorio da proteggere e le grandi macchine idrauliche che ne rappresentano gli strumenti di difesa. Prosegue con successo la sinergia tra l’Istituto Leopoldo II di Lorena di Grosseto e il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, un percorso didattico che ha portato i ragazzi dalle aule scolastiche direttamente sul campo, alla scoperta delle infrastrutture di protezione del territorio dal rischio idraulico.

La tappa al Beccarello rappresenta il terzo dei cinque incontri previsti dal progetto e, soprattutto, segna il debutto fuori dalle mura scolastiche dopo le prime lezioni teoriche tenutesi in classe e nella sede dell’ente. Ad accompagnare gli studenti in questa importante uscita esterna sono stati i professori Indro Buonriposi, Lorenzo Gavazzi e Donatella Guerrieri, che hanno guidato le classi 5ªB e 4ªB dell’Istituto Agrario insieme alla 4ªBR dell’Istituto Professionale Agrario.

Il sopralluogo ha permesso ai ragazzi di conoscere l’idrovora del Beccarello e l’imponente cassa di espansione in fase di realizzazione alla confluenza tra il torrente Fossa e il fiume Bruna. Sotto la guida di Massimo Tassi, responsabile dell’area manutenzione di Cb6, e di Claudio Bagnoli, responsabile degli impianti idrovori del Consorzio, gli studenti hanno compreso il funzionamento di un impianto recentemente potenziato per gestire portate fino a 6.000 litri al secondo di portata, una misura necessaria per contrastare gli effetti sempre più frequenti delle bombe d’acqua.

La visita si è poi spostata lungo l’argine del torrente Fossa, dove le classi hanno potuto conoscere regolatori di flusso e altri sistemi idraulici. Infine c’è stata la possibilità di osservare i mezzi all’opera nel cantiere della nuova cassa di espansione. Questa infrastruttura è progettata per contenere fino a 2,5 milioni di metri cubi d’acqua, con l’obiettivo di ridurre drasticamente il rischio di alluvioni per i comuni di Grosseto, Roccastrada e Castiglione della Pescaia. Grazie a questo bacino, sarà possibile laminare le piene del Bruna e del Fossa, permettendo al reticolo idraulico di valle di agevolare il deflusso delle acque del torrente Sovata, storicamente critico per le esondazioni.

Il progetto, iniziato con l’approfondimento della storia della bonifica per colmata e proseguito con lezioni tecniche nell’aula magna sulla gestione del rischio e l’irrigazione, entra ora nella sua fase più operativa. Vedere dal vivo la complessità delle opere idrauliche del territorio o la gestione da remoto delle idrovore ha permesso agli studenti di tradurre i concetti dei libri in competenze reali, fondamentali per chi si prepara a operare nel settore agricolo e ambientale.

Dopo questo terzo appuntamento, il calendario prevede altre due tappe fondamentali per completare il percorso formativo: la visita all’idrovora di Casotto Venezia e al River Cleaner e l’evento finale alla centrale di San Martino e alla Steccaia, dove i ragazzi potranno avere un quadro completo di come il Consorzio garantisce l’equilibrio idrico di una terra che, senza manutenzione costante, non sarebbe quella che è oggi.

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