L'Unione Comitati per i Territori Fragili chiede alle istituzioni toscane interventi per la sicurezza idraulica e la mitigazione dei rischi idrogeologici, promuovendo una pianificazione geologica territoriale e una gestione condivisa.
Firenze: In tutti i territori della Toscana che hanno visto negli anni il verificarsi ed il ripetersi di episodi calamitosi e nello specifico, alluvionali e di dissesto idrogeologico, i Cittadini hanno preso coscienza che fosse necessario attivarsi, ben consci dello stato di evidente precaria sicurezza, per svolgere un ruolo di denuncia verso le Istituzioni e gli Enti preposti alla tutela del territorio e della vita dei Cittadini, ma essere anche di supporto alle fragilità territoriali in atto.
"Noi cittadini - scrive il coordinamento dei comitati -, operando al massimo delle nostre competenze attraverso la partecipazione attiva, ancora una volta, sentiamo crescente l’esigenza di rivolgerci direttamente alle Istituzioni e agli Enti preposti per competenza, per costruire e cooperare con questi alla mitigazione del rischio idrogeologico attraverso una pianificazione geologica territoriale che sia capace di interpretare la dinamicità del territorio e le variazioni climatiche in costante aumento, modificando le forme di risposta, per agire in tempo reale e riuscire a fronteggiare la fragilità del territorio e sostenere la Cittadinanza coinvolta; questo sarebbe possibile attraverso una modalità di azione organica e condivisa secondo regolamenti più efficienti e non frammentati da una burocrazia farraginosa come abbiamo purtroppo vissuto direttamente.
Un lungo percorso di conoscenza e confronto fra di noi, iniziato quasi un anno fa, ha permesso ai Comitati e alle Associazioni costituitesi a seguito dei rispettivi eventi calamitosi, di creare un luogo di scambio di esperienze che ha fatto crescere la consapevolezza che occorra prima di tutto unirsi per poter rappresentare in modo più appropriato ed opportuno questa nuova categoria di cittadini, spesso discriminati dagli Enti e dalle Istituzioni.
Nove Comitati ed Associazioni della Toscana, ovvero Comitato “Facciamo Chiarezza-Terre dell’Albegna” (GR), Associazione “V.I.T.A.” ODV (GR), Comitato Alluvionati di Livorno (LI), Comitato Val di Cornia (LI), Comitato Difesa del Territorio del Fiume Cecina (LI), Comitato “Galceti-Figline” di Prato (PO), “Settimo Miglio” Comitato Cittadini di Settimello per l’Ambiente Calenzano (FI), Comitato Alluvioni Campigiani 2023 “A mollo ma non mollo”- Campi Bisenzio (FI), Comitato Alluvione Agna – Montale (PT) sono espressione di un territorio regionale purtroppo vasto, che da nord a sud tocca metà delle provincie per eventi subiti (in alcuni casi più di uno), hanno deciso di costituire un organismo collegiale, l’Unione Comitati per i Territori Fragili e oggi rappresentano un Soggetto Civile organizzato e responsabile, con conoscenze territoriali e competenze specifiche acquisite sul campo, che chiede ancora una volta alle Istituzioni e agli Enti preposti per competenza la messa in sicurezza idraulica e la mitigazione dei rischi idrogeologici esistenti, collaborando tutti insieme perché la sicurezza idraulica è una responsabilità collettiva.
Oggi 18 aprile in Sala Pegaso, quindi in Regione Toscana, la Casa di tutti i Cittadini Toscani, l’Unione Comitati per i Territori Fragili si presenta alle Istituzioni e alla Politica che rappresenta il territorio della Toscana a livello locale e nazionale.
"Questa giornata è un’occasione importante per dimostrare attenzione, solidarietà e collaborazione verso le vittime delle alluvioni, per il raggiungimento della sicurezza idraulica a livelli accettabili e per la mitigazione del rischio idrogeologico". Afferma il coordinamento dei comitati.
"Tutto nasce intorno ad una “Carta Fondativa”, embrione per un futuro Statuto, che partendo dall’assunto dell’articolo n. 2 della Costituzione Italiana evidenzia i diritti sostanziali a cui i cittadini, anche quelli alluvionati o soggetti a criticità territoriali e fragilità di ogni sorta, hanno diritto, e su cui non si intende in alcun modo più retrocedere. Dalla nostra Carta Costituzionale e dai diritti che ne conseguono per i cittadini tutti, quindi anche dai doveri che invece ne conseguono per gli Enti e le Istituzioni territoriali tutte, l’Unione Comitati per i Territori Fragili intende promuovere un percorso finalizzato alla costruzione di una nuova forma di reciprocità, appunto tra chi può svolgere al meglio il ruolo di sentinella sul territorio e chi invece di quei territori, e di quello che su quei territori accade o può accadere, è senza alcun dubbio responsabile.
Chiediamo anzi l’istituzione di Tavoli Permanenti di discussione e confronto con gli Enti preposti, ad ogni livello istituzionale, affinché la Cittadinanza attiva ed i Comitati possano contribuire nelle attività di analisi del rischio e definizione degli interventi di prevenzione, gestione operativa delle fasi successive all’evento, semplificazione delle procedure di sostegno dei cittadini colpiti da eventi calamitosi, e che si possa dare vita ad un osservatorio civico permanente del rischio idraulico e idrogeologico in cui, grazie alla partecipazione dei rappresentanti dell’Unione dei Comitati per i Territori Fragili e degli enti coinvolti per competenza, si possa riportare, discutere insieme e ridurre le criticità dei vari territori: noi siamo il Territorio.
È indispensabile per chi ha subito eventi calamitosi, trasformare la disperazione e la preoccupazione in opportunità di crescita, affrontando così con consapevolezza quanto accaduto o i rischi di cosa potrebbe accadere, senza far sentire i Cittadini soli e abbandonati.
Sensibilizzare la Cittadinanza agli eventi, rieducare al rischio investendo in formazione sul rischio idrogeologico già dalle scuole di ogni ordine e grado, ci consentirà di sviluppare la conoscenza e la presa di coscienza dei rischi naturali, maturando la consapevolezza del rischio.
I temi che sosteniamo sono frutto di esperienze che ci accomunano e che con dolore, disperazione ieri, e determinazione e tenacia OGGI, porteremo avanti. Questo affinché si possa trasmettere il “buon senso civico” alle generazioni future e si possa coinvolgere sempre più Cittadini che vivono costantemente in territori di fragilità ambientale.
La gestione dell’Ambiente che ci circonda e che ci ospita richiede coraggio nelle scelte da intraprendere per la Tutela Ambientale e della Cittadinanza e come indicato nell’art.9 della nostra Costituzione: “...La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.
LA SICUREZZA è una responsabilità collettiva e una missione nazionale, che prescinde dall’orientamento politico: è un diritto di tutti!!!". Conclude il coordinamento dei comitati.
