Scopri i luoghi nascosti della Toscana: il compendio minerario di Fenice Capanne

L'Associazione La Pievaccia di Follonica visita il compendio minerario di Fenice Capanne, scoprendo resti di attività minerarie e una natura prorompente, con discariche antiche e canyon colorati.

Follonica: Tra il mare e le nostre colline esistono luoghi che hanno visto l'opera dell' Uomo da tempi antichi e che oggi, abbandonati a se stessi, sembrano non aspettare altro che essere riscoperti. Sono brandelli di terra e bosco, acqua e pietre che rompono la "monotonia" del verde della macchia, vicini e lontani nello stesso tempo, scoperti per caso o per voci tramandate. Alcuni di questi luoghi assomigliano a set cinematografici, non avrebbero certo sfigurato in Paris-Texas o Zabriskie point... 

Uno di questi è stato visitato dall'Associazione La Pievaccia di Follonica con presidente il prof. Claudio Saragosa, che dopo essersi munita dei permessi necessari, ha portato, associati e non, a visitare il compendio minerario di Fenice Capanne nel comune di Massa Marittima. Il trekking di tre ore tra una Natura prorompente e resti delle attività minerarie, ha consentito di osservare gli antichi abbancamenti di scorie minerarie dai colori marziani inserite tra macchia, ghiaioni rossastri e un limpido cielo azzurro. Qui la terra ha ceduto ai minatori le sue ricchezze, dal rame ai solfuri misti, scavati in profondi pozzi e gallerie sempre più specializzate, dalle semplici buche nel terreno alle gallerie moderne degli anni 80, preludio alla chiusura avvenuta nel 1985. 

Spariti i vecchi castelli dei pozzi, sono rimasti due grandi bacini di decantazione a piè di miniera ormai asciutti in superficie e ricoperti in gran parte da vegetazione spontanea, perlopiù pini marittimi importati per essere utilizzati come pali per puntellare le gallerie. Ai nostri escursionisti Pievaccini si è presentato lo spettacolo delle discariche più antiche, risalenti anche a periodi medievali e precedenti, altipiani, collinette e canyon colorati scavati dalle piogge sui cui fianchi è facile vedere i buchi, le tane dei Gruccioni, uccelli dalle tinte vivaci e delle dimensioni di merli o buche più grosse, rifugio probabilmente di volpi o tassi o istrici.

La passeggiata è stata anche occasione di conversazione sul destino della zona, degli interventi di bonifica e sistemazione delle aree e reticolo idraulico, della storia della vecchia miniera e dell' ultimo impianto li esistito, la discussa Polytechtne e la storia delle batterie esauste da riciclare, finita in un gigantesco flop.

Alla fine della passeggiata è stato osservato quello che rimane della struttura della vecchia miniera e della laveria, mura perlopiù crollate e pericolanti il cui destino sembra sicuramente segnato e non sarà, probabilmente, un recupero.

Grazie ad Eni Rewind per le autorizzazioni alla visita, essendo la zona un area mineraria in cui è vietato l' accesso e grazie a Diego Accardo del Comitato Lido Santini per le informazioni e guida.

Il prossimo appuntamento che La Pievaccia propone a tutti è per domenica 3 maggio al Parco Centrale di Follonica.