Il Comune di Grosseto abbatterà oltre 200 alberi nonostante pareri tecnici contrari, Grosseto Città Aperta denuncia violazione di trasparenza e competenza.
Grosseto: "Oggi, con il taglio degli alberi di piazza Ponchielli, si consuma uno dei passaggi più emblematici e dolorosi del maxi piano di abbattimenti deliberato dall’amministrazione comunale". E' quello che si legge in un comunicato di Grosseto Città Aperta.
"Piazza Ponchielli non è un luogo qualunque - continua - . E’ diventata uno dei simboli di una vicenda che ha scosso la città: oltre duecento alberature destinate al taglio, intere aree private di ombra, bellezza e socialità, una cittadinanza tenuta all’oscuro - in violazione degli obblighi di trasparenza prescritti dal regolamento sul verde urbano - e decisioni assunte senza l’approfondimento tecnico che un intervento di tale portata avrebbe imposto.
Grosseto Città Aperta lo ha denunciato fin dall’inizio. Non abbiamo mai contrapposto tutela del verde e sicurezza pubblica. Abbiamo chiesto l’opposto: sicurezza vera, fondata su valutazioni rigorose e scientificamente solide.
La nostra posizione è stata suffragata da relazioni e contributi di professionisti di altissimo livello. Tra questi il Dottore forestale Luigi Sani, docente in biomeccanica e valutazione di stabilità degli alberi presso le Università di Firenze, Padova e Pisa e membro dell’International Society of Arboriculture. Nella sua relazione, Sani ha messo nero su bianco che la stragrande maggioranza degli alberi esaminati non presentava condizioni tali da giustificarne l’abbattimento, indicando anche gli interventi conservativi che avrebbero potuto e dovuto essere praticati.
Lo stesso presidente dell’Ordine dei Dottori agronomi e forestali ha espresso fortissime riserve sulle valutazioni tecniche poste a fondamento degli abbattimenti.
D’altronde, della decina di alberi caduti in città in questi mesi, è significativo che solo uno fosse compreso nel piano di abbattimenti.
Di fronte a tutto questo - continua Grosseto Città Aperta - , l’amministrazione ha scelto di andare avanti. E lo ha fatto dopo avere fondato un piano così invasivo su valutazioni costate appena 19 euro ad albero: questa è la cifra ritenuta adeguata per decidere il destino del paesaggio urbano e del patrimonio collettivo della città. Una cifra che da sola racconta il livello di considerazione riservato al verde urbano.
Ora la palla passa alla Procura della Repubblica, chiamata a verificare eventuali profili di responsabilità penale, e alla Corte dei Conti, perché il taglio ingiustificato di oltre duecento alberature può costituire un gravissimo dissipamento del patrimonio pubblico, stimato dai tecnici nell’ordine di almeno due milioni e mezzo di euro.
Oggi non cade soltanto qualche albero. Cade l’idea che la città possa essere amministrata con cura, ascolto e competenza.
Il Comune ha preferito tagliare contro le evidenze scientifiche. Noi continueremo a chiedere verità e responsabilità, e a lavorare per una diversa governance del verde urbano: pianificata, trasparente, partecipata e fondata su competenze reali. Tutto quello che in questi anni è mancato completamente". Conclude il comunicati di Grosseto Città Aperta.