Gli studenti dell'Istituto Leopoldo II di Lorena di Grosseto scoprono la bonifica e la tutela ambientale con il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, unendo passato e futuro nella gestione del territorio maremmano.
Grosseto: Il viaggio degli studenti dell’Istituto Leopoldo II di Lorena di Grosseto nel mondo della bonifica e della tutela ambientale ha vissuto la sua quarta tappa. Una giornata che ha permesso a tre classi (la 4ªB e la 5ªB dell’Agrario, insieme alla 4ªAR del Professionale) di unire i puntini tra il glorioso passato della Maremma e le sfide ecologiche del futuro, guidati dagli esperti del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud.
La mattinata è iniziata presso l’idrovora di Casotto Venezia, un luogo simbolo della trasformazione della Maremma. Sotto la guida di Francesco Corridori (responsabile programmazione e monitoraggio di Cb6), del tecnico Onofrio Zotti e dell’idrovorista Claudio Bagnoli, i ragazzi hanno scoperto come quella che oggi è una pianura fertile, un tempo fosse un mare salato e un ambiente insalubre segnato dalla malaria.
«Dobbiamo risalire alla storia di quella che è la bonifica», ha spiegato Corridori durante l’incontro, ricordando come senza questi interventi la Maremma sarebbe ancora un lago che si estendeva fino a Castiglione della Pescaia. Gli studenti hanno potuto comprendere come le idrovore, nate secoli fa, restino ancora oggi il cuore pulsante del sistema di sicurezza idraulica, permettendo alla comunità di vivere e lavorare in territori che altrimenti sarebbero sommersi. E sono particolarmente attenti e incuriositi, come già successo al Beccarello, dal funzionamento dell’idrovora.
Dalla storia alla tecnologia d’avanguardia: il gruppo si è poi spostato a pochi chilometri di distanza, sul canale San Rocco a Marina di Grosseto, per osservare in azione il River Cleaner.
Il tecnico Giuseppe Aldinio ha illustrato il funzionamento di questo impianto che, attraverso un sistema di barriere galleggianti e nastri trasportatori alimentati a energia solare, intercetta i rifiuti flottanti – soprattutto plastiche – prima che raggiungano il mare. «L’80% delle plastiche versate in mare viene dalla terra», ha ricordato Aldinio, sottolineando l’importanza di fermare l’inquinamento nei canali di bonifica per proteggere l’ecosistema marino e, di conseguenza, la catena alimentare.
Ad accompagnare gli studenti, un team di docenti composto da Indro Buonriposi (ideatore del progetto), Lorenzo Gavazzi, Donatella Guerrieri e Federica Polvani. Proprio la professoressa Polvani ha sottolineato il valore pedagogico dell’iniziativa: «È stata una giornata ricca di spunti per favorire la curiosità nei ragazzi. Spesso manca loro il collegamento con la realtà, con questi appuntamenti possono vedere le applicazioni tecniche di ciò che studiano sui libri. È fondamentale per fissare concetti che non rimangono solo sui testi, ma vengono applicati al territorio che vivono».
La collaborazione tra il Consorzio e l’Istituto non finisce qui. Il percorso culminerà sabato 16 maggio, durante la Settimana della Bonifica, con un grande evento che vedrà la partecipazione di circa 200 studenti. Un’occasione per celebrare un legame sempre più forte tra formazione professionale e cura del territorio maremmano.
