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Festa della donna. Non solo mimose

di Maria Francesca Aramini Grosseto: Come per ogni ricorrenza pare che ci si ricordi dei festeggiati solo una volta l’anno. Io vorrei che per le donne, a cui faccio tanti auguri, non fosse così; oggi mimose mentre alle mamme ucraine solo bombe e paura. Dov’è la giustizia? Non parlo certo di quella degli uomini ma vorrei sapere nella giustizia di Dio quale scopo si nasconde.

Festa della donna. Non solo mimose

di Maria Francesca Aramini Grosseto: Come per ogni ricorrenza pare che ci si ricordi dei festeggiati solo una volta l’anno. Io vorrei che per le donne, a cui faccio tanti auguri, non fosse così; oggi mimose mentre alle mamme ucraine solo bombe e paura. Dov’è la giustizia? Non parlo certo di quella degli uomini ma vorrei sapere nella giustizia di Dio quale scopo si nasconde.

Quante volte davanti ad una tragedia alla domanda "perché?" vi siete sentiti rispondere: lo sa  Dio ha le sue ragioni o ci mette alla prova. Beh io davanti all’orrore della guerra mi domando quando finiranno queste prove perché, senza voler essere blasfema, ci siamo stancati dopo tante prove e pensiamo di aver diritto ad un po’ di pace.

Pace, una parola di cui si riempiono la bocca specialmente quelli che fanno la guerra, potrebbe sembrare un controsenso ma sono proprio gli aggressori che si giustificano dicendo che l’ha voluto la vittima. Come, vista la Festa della Donna, nel caso delle violenze di cui le madri, perché ogni donna è una madre, vengono fatte oggetto ogni giorno in ogni parte del mondo, è che viene sempre giustificata. Vergogna. Basta violenza e oggi più che mai basta guerra.

La guerra, senza se e senza ma non è mai giustificata, non esiste ragione che autorizzi chiunque ad aggredire con le armi, perché non sono i potenti a subirla ma vittime innocenti, sopratutto mamme e bambini. Come è possibile che chi imbraccia un fucile dimentichi che anche lui ha una mamma ed è stato un bambino? Io non riesco a farmene una ragione.

Come ci stiamo comportando, davanti a questo orrore? Non parlo del singolo, tutti siamo contro la guerra, ognuno fa quello che può, i gesti di solidarietà si susseguono senza soluzione di continuità, ammirevoli, ma cosa fanno l’UE e gli altri Paesi? Ed è a questo punto che ci assale lo sconforto, niente di quello che si può fare sembra la cosa giusta e l’opinione pubblica è divisa, giustamente. Aiutare con il rischio di una guerra o stare a vedere un popolo che muore senza muovere un dito? Io non ho la risposta, e penso che anche gli altri si facciano le stesse domande senza trovare risposte.

La diplomazia è la risposta, mi viene suggerito. Ma come dialogare con chi parte dal presupposto che la guerra può finire ed è colpa di chi non fa quel che lui vuole? I vecchi ricordano che quando siamo stati a guardare l’invasione della Polonia l’invasore non si fermò alla prima vittoria; che quando si decise di intervenire scoppiò la terribile seconda guerra mondiale. Sbagliammo in entrambe i casi, voltare la faccia non aiutò la Polonia ma intervenire creò un dramma mondiale.

Le soluzioni sono tutte inadeguate quando chi è coinvolto non ha umanità e intelligenza, e la paura e gli interessi prevalgono sulla ragionevolezza. Direte che sono demagogica, perché queste domande non avevate bisogno che ve le ricordassi io, ma l’ho fatto per dare voce a quelle persone che non hanno modo di urlare. Basta, basta decidere dei destini del mondo usando le armi.

Un popolo la cui storia affonda le radici al 3200 a.C., che nonostante la dominazione di Sciti, Sarmati, Jarigi, Rossolani, impero Romano, Goti, Unni, Bulgari, Cazari, Magiati, Perenghi fino alla Russia, e nonostante tutto ha mantenuto una lingua, una cultura e un’identità di popolo, come può accettare di tornare ad assoggettarsi nuovamente ad uno stato invasore. Dopo tempo immane gli Ucraini hanno raggiunto un’unità di orgoglio nazionale e di indipendenza, solo con la distruzione Putin riuscirà a piegarli. Se non si trova una soluzione questa sarà la fine di quest’invasione, ma Putin non avrà vinto, avrà perso la guerra contro la libertà è l’autodeterminazione dei popoli e avrà sulla coscienza la carneficina di vecchi, bambini e donne.

Dal calduccio e dalle comodità delle nostre case chiedo alle Donne: «I nostri auguri oggi, Festa Della Donna, vadano alle donne Ucraine che soffrono per salvare i loro figli».

E MaremmaNews manda a tutte le nostre lettrici un Augurio di Pace e Serenità.

Festa della donna. Non solo mimose piwigo/upload/2022/03/08/20220308093635-ce2f9cae.jpg di Maria Francesca Aramini Grosseto: Come per ogni ricorrenza pare che ci si ricordi dei festeggiati solo una volta l’anno. Io vorrei che per le donne, a cui faccio tanti auguri, non fosse così; oggi mimose mentre alle mamme ucraine solo bombe e paura. Dov’è la giustizia? Non parlo certo di quella degli uomini ma vorrei sapere nella giustizia di Dio quale scopo si nasconde. Festa della donna. Non solo mimose Maremma News 639 it piwigo/upload/2022/03/08/20220308093635-ce2f9cae.jpg PT3M attualità