Monte Argentario: “Con questa scultura ho voluto rappresentare la grandezza di Raffaella Carrà. Il monumento è raffigurato dal suo volto, da una stella e dal simbolo dell’infinito. I
l tutto è sorretto da due mani forti, vigorose e senza tempo così come è Raffaella Carrà, una Donna, ancor prima di essere un’Artista, forte, determinata e dotata di una bellezza che va al di là della bellezza esteriore e che si fonde con la bellezza del suo animo, rifulgendo come una stella ad imperitura memoria nel cielo e nel cuore di ognuno di noi. La stella è simbolo di luce, di speranza, di energia, è un faro che guida tutti noi; basta alzare gli occhi verso il cielo per cercare la stella polare e lei ci condurrà a casa. Tutto questo era ed è Raffaella: una stella che continua a splendere nel cuore di tutte le persone che l’hanno amata. Pensando a lei ho ricordato la suggestione di Van Gogh di fronte al cielo trapuntato di stelle luminoso ed infinito.
Sì, perché la nostra Raffaella è anche questo: infinita. Infinita nella sua bellezza, nella sua umanità, nella sua femminilità, nella sua dolcezza, nella sua forza, nella sua temperanza, nel suo amore verso il prossimo e nelle sue indiscusse e poliedriche capacità artistiche che l’hanno portata lontano, molto lontano, oltre i confini della nostra Nazione e, in ogni luogo, lei è riuscita a lasciare dei frammenti di sé, esattamente come fanno le stelle. Le mani rappresentano il suo essere un’artista a tutto tondo. Perché le mani? Le mani entrano sulla scena, interpretando con mutevoli posture una gamma di espressioni, una gestualità eloquente, connotando principalmente il ruolo e la dignità dell’artista che mette in scena sé stesso, creando, attraverso i suoi spettacoli una sorta di opera d’arte. Esse diventano parlanti, come osservò Max Jakob Friedlander perché esprimono gesti che si compenetrano in un’unica comunicazione con lo spettatore, cercando un dialogo ideale che travalichi il tempo.
Insieme al bellissimo volto di Raffaella e al suo sguardo indimenticabile che traspare da questa pittura, le mani, unitamente al suo volto, sono il punto focale su cui gli spettatori vengono indotti a soffermare la loro attenzione. Mani e volto, sono quindi un elemento strategico per la costruzione iconografica della leggenda di Raffaella Carrà. A tutto ciò fa da corollario il simbolo dell’infinito, conosciuto con il nome di lemniscata. Nel nostro comune pensiero ed in chiave moderna, tale simbolo rappresenta l’eternità. Tuttavia nel suo significato più profondo non rappresenta solo l’eternità. Simboleggia anche l’immortalità, la continuità, l’autofecondazione e il ritorno eterno. Rappresenta il sacro, il divino, l’evoluzione e l’equilibrio tra il mondo fisico e spirituale. L’infinito non ha inizio e soprattutto non conosce la fine esattamente come Raffaella, stella splendente senza tempo e oltre l’infinito".
Per realizzare l’opera d’arte, è stato scelto un blocco di marmo Bianco P. ( puro) estratto dalla culla delle cave site nelle Alpi Apuane. Mi fa piacere ricordare che il marmo bianco p. era un materiale molto amato da Michelangelo e con lo stesso materiale ha dato vita alle opere d’arte scultoree che noi tutti conosciamo e che sono anch’esse senza tempo, integre nella loro bellezza e perfezione. Da questo blocco è stata ricavata la lastra di marmo alta 2 m, larga 1 metro e con uno spessore di 12 cm. Tutte le lavorazioni eseguite ( dalla pittura alla scultura) sono state realizzate interamente a mano ad opera di scultori e pittori di elevato profilo artistico e di concerto con altre figure professionali, anch’esse di spessore, necessarie alla realizzazione dell’opera. Tali figure professionali esercitano all’interno del mio laboratorio di marmi che da oltre 40 anni si occupa esclusivamente di Arte Funeraria ed è leader nel settore.