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A Selva di Santa Fiora seminario tecnico sulla coltivazione della "Cipolla"

A Selva di Santa Fiora presso il circolino un Seminario Tecnico sulla coltivazione della Cipolla.

A Selva di Santa Fiora seminario tecnico sulla coltivazione della "Cipolla"

Santa Fiora: L’incontro tecnico che si svolgerà presso il Circolino della Selva di Santa Fiora giovedì 20 luglio alle ore 17.30 è una delle attività previste dal progetto MACOCIPAT, acronimo di “Metodi di Agro Caratterizzazione Organolettica della Cipolla della Selva e della Patata delle Macchie”.

Il seminario è destinato agli attuali coltivatori della Cipolla della Selva, ma anche a chi ha intenzione di diventarlo nei prossimi anni; saranno trattati dai tecnici esperti del progetto, i sistemi di coltivazione, le possibili trasformazioni e il disciplinare di produzione.

MACOCIPAT è un progetto di innovazione che è nato sul Monte Amiata, in Provincia di Grosseto, per contrastare la riduzione della biodiversità agricola, attraverso la caratterizzazione, reintroduzione e valorizzazione di cultivar di ortaggi locali, in particolare cipolle e patate, nella parte alta della montagna amiatina anche all’interno di aree protette come la Riserva del Bosco della S.S. Trinità a Santa Fiora e la Riserva del Monte Labbro ad Arcidosso. Con lo svilupparsi della coltivazione di questi prodotti si recuperano terreni agricoli abbandonati, anche mitigando in parte l’azione dei cambiamenti climatici ed in particolare del dissesto idrogeologico.

Con il progetto in corso si realizzano e collaudano alcune azioni dimostrative di buone prassi in grado di diffondere pratiche agricole innovative e compatibili con la tutela delle risorse naturali, utilizzando in particolare varietà di ortaggi autoctone minacciate di estinzione e che fanno parte del repertorio regionale.

Nel progetto vi è un coinvolgimento attivo degli attori chiave, destinatari del progetto, ovvero di aziende agricole, ma anche piccoli coltivatori non professionali.

“Attivare forme di responsabilizzazione nella valorizzazione, promozione e gestione del percorso di prodotti tipici come la Cipolla della Selva o la Patata delle Macchie è lo scopo principale del progetto, oltre che trasferire competenze ai partner locali” dice il Dott. Claudio Cantini del CNR - IBE, coordinatore scientifico di MACOCIPAT.


Il Progetto è stato finanziato attraverso il Reg. CE 1305/13 dal Programma di Sviluppo Rurale della Regione Toscana 2014 - 2020 mediante il bando emesso dal GAL FAR Maremma afferente alla Sottomisura 16.2 “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti” ed è nato con l’obiettivo di contribuire alla realizzazione di microfiliere locali di ortive nel territorio del Monte Amiata.

Il progetto MACOCIPAT prevede una serie di azioni da parte dei partner scientifici, dei tecnici e degli operatori di filiera. Sono stati scelti gli ambiti colturali più idonei per svolgere le attività d’impianto delle varietà selezionate di patate e cipolle e la realizzazione di una serie di prove su orticole con differenti tecniche agronomiche al fine di migliorare il potenziale in contenuto di antiossidanti e produttività. Sono poi state poi fatte prove di impianto di una serie di varietà orticole appartenenti alle specie di cipolla e patata, composte sia da varietà tradizionalmente coltivate nell’area amiatina, sia da varietà commerciali, puntando allo sviluppo compiuto di modelli di agrobiodiversità replicabili. Infine, oltre alla sperimentazione dei modelli di coltivazione della patata e della cipolla, sarà elaborata una procedura di tracciabilità dei prodotti vegetali selezionati dalle due filiere orticole. In particolare, saranno utilizzati metodi di fingerprinting genetico già messi a punto in precedenti lavori che, attraverso diverse classi di marcatori molecolari, offrono la possibilità di verificare l’autenticità del prodotto in termini di genotipi utilizzati sia sulle materie prime sia su prodotti alimentari finiti. È in corso anche l’elaborazione di una procedura di caratterizzazione nutraceutica degli alimenti innovativi realizzati all’interno delle filiere ortive che possa promuovere e divulgare il livello di qualità raggiunto dagli imprenditori amiatini. In particolare, sono individuati i principali parametri nutraceutici per determinare la capacità antiossidante degli alimenti. Saranno infine eseguite, una serie di interviste per calcolare l'accettabilità e la preferenza da parte del consumatore sui diversi prodotti e saranno al contempo definiti i profili organolettici mediante assaggi con gruppo semi-esperto. Molto spazio è dato all’attività di comunicazione-condivisione-promozione-disseminazione delle informazioni e dei risultati in modo da assicurare la possibile replicabilità dell’esperienza in altre zone.


Secondo il Presidente di Genomamiata Lorenzo Fazzi “Il Progetto MACOCIPAT rappresenta una modalità innovativa per affrontare le problematiche dello spopolamento e dell’abbandono colturale della montagna. Grazie alla realizzazione di nuove piccole filiere tradizionali, reinterpretate, all’utilizzo di tecnologie avanzate e alla sperimentazione di nuovi modelli di gestione agricola, il progetto punta a mantenere il paesaggio montano e il suo mosaico e a ridurre il dissesto idrogeologico legato all’abbandono dell’agricoltura e della selvicoltura. Il tutto finalizzato anche alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici in un’ottica di innovazione e sostenibilità”.

MACOCIPAT, grazie alla collaborazione di un partenariato, formato dal capofila che è una azienda agricola montana locale, Dondolini Marianna, dalla Associazione GENOMAMIATA, specializzata nella salvaguardia della biodiversità del territorio amiatino, dall’Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana, dall’Università degli Studi di Siena - DSV e dal CNR - IBE come partner scientifici e dallo studio tecnico AGRICIS come responsabile tecnico, sta ottenendo dei risultati molto interessanti.

Conclude il Coordinatore Tecnico del progetto Dott. Giovanni Alessandri “MACOCIPAT rappresenta una concreta opportunità per alcune imprese agricole montane dell’Amiata, garantendo l’immissione sul mercato di prodotti di nicchia peculiari, sostenibili e qualitativamente superiori. Il progetto può contribuire, pertanto, anche come modello, alla crescita della competitività della montagna Toscana, favorendo la permanenza della popolazione in montagna e stimolando un ritrovato interesse verso prodotti tipici, anche in modo più moderno e innovativo”.



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