Grosseto: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Si è svolto con grande partecipazione di addetti ai lavori, autorità, istituzioni, associazioni e scuole superiori presso l’aula magna della Fondazione Polo Universitario grossetano, il convegno sul tema: “Sicurezza inclusiva e soccorso inclusivo per le persone con esigenze specifiche”. Il convegno è stato organizzato dalla Uil Toscana e Uilpa Vigili del Fuoco di Grosseto, dalla Fondazione Polo universitario grossetano e dall’associazione Opificio delle idee per Grosseto, con il patrocinio del Comune di Grosseto tramite l’assessorato ai servizi sociali.

Ha aperto i lavori il Dr. Claudio Cosimo Pacella Presidente del Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione Polo Universitario Grossetano, che ha dichiarato: "Il convegno su Sicurezza inclusiva e Soccorso inclusivo ha affrontato un tema delicato ed attuale: la sicurezza infatti non può e non deve essere standard, ma articolarsi per andare incontro ad esigenze specifiche, come quelle delle persone fragili. Il confronto è stato per questo motivo di grande importanza sociale e civile e, dato l'altissimo livello dei relatori, ha rappresentato un primo step strategico nell'evoluzione dei servizi alle persone fragili. Opificio delle Idee, UILPA Vigili del Fuoco, e questa Fondazione, proseguiranno da subito con il secondo step di questo importante progetto che prevede l’organizzazione di una esercitazione interforze a Grosseto che riguarderà l’evacuazione di persone con esigenze specifiche, in seguito ad emergenza. L’evento sarà realizzato con la collaborazione di tutte le istituzioni e le associazioni che hanno contribuito alla riuscita di questa bellissima iniziativa.”
Il primo relatore è stato l’ingegner Giuseppe Romano, già Direttore Centrale per l’Emergenza del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Direttore regionale dei VVF della Toscana e dell’Osservatorio nazionale e regionale dei VVF per la sicurezza e il soccorso alle persone con esigenze speciali: “Nella mia relazione illustra come non esista sicurezza vera che non sia inclusiva. La sicurezza “non inclusiva” non è sicurezza vera e può essere una trappola. Occuparsi di sicurezza inclusiva, perciò non è opzionale, non è occuparsi di qualcosa in più rispetto alla sicurezza “tout court”. Occuparsi di sicurezza inclusiva è obbligatorio per chi si occupa di sicurezza. La sicurezza inlcusiva è già nell’articolo 3 della nostra Costituzione che sancisce: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione ... di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Tutti hanno gli stessi diritti e devono essere rimossi gli ostacoli limitanti: questo è l’obiettivo della sicurezza inclusiva. Anche le relazioni sociali, l’individuazione delle unicità conseguenti alle diverse abilità, la consapevolezza che ciascuno ha un ruolo nella costruzione della propria sicurezza e della sicurezza degli altri, sono elementi fondamentali per costruire una sicurezza inclusiva e perciò vera. L’Osservatorio dei Vigili del Fuoco sui temi della Sicurezza e del Soccorso alle Persone con Esigenze Speciali, istituito nel 2015, e l’Osservatorio regionale della Toscana istituito nel 2019, che hanno coinvolto direttamente le associazioni che si occupano di disabilità. sono stati passaggi fondamentali per la costruzione di queste consapevolezza. E infine le esercitazioni sono strumenti essenziali per la costruzione della sicurezza per tutti. Esercitazioni vere, che coinvolgono le persone con diverse esigente e con abilità e disabilità differenziate, come quella che è stata organizzata presso le Gallerie degli Uffizi a Firenze nel 2020, rendono evidente che il ruolo di tutti, il contributo di ogni persona in ragione proprio delle proprie abilità e disabilità, è indispensabile per la sicurezza di tutti. Come richiede l’articolo 3 della Costituzione Italiana.”
A seguire l’architetto PhD Elisabetta Schiavone, direttore tecnico di Soluzioni emergenti, esperta in progettazione inclusiva, consulente e formatrice nelle discipline della sicurezza inclusiva e gestione inclusiva delle emergenze, che su questi temi ha sottolineato: “Per attuare la sicurezza inclusiva é necessario un cambio di passo ovvero pensare in termini di sicurezza delle persone e non dei luoghi. É questo il primo principio della sicurezza inclusiva che abbiamo voluto descrivere attraverso i 7 passi che hanno scandito anche il mio intervento di questa mattina e sono raccolti nel Manifesto della Sicurezza inclusiva. La sintesi é che per attuare la sicurezza inclusiva occorre agire diversi ambiti che sono la progettazione, la formazione e l’informazione, l’addestramento e le esercitazioni. Queste ultime sono azioni necessarie alla verifica delle procedure pianificare per la gestione dell’emergenza. Senza dimenticare che la sicurezza inclusiva inizia dalla prevenzione e che l’accessibilità é il prerequisito per garantire l’autonomia e la sicurezza di tutti e di ciascuno, secondo le specifiche necessità”.
Quindi l’intervento dell’Avv. Pierfrancesco Angelini: "La tematica del soccorso inclusivo è una delle più recenti argomentazioni che coinvolgono tantissimi settori della società in ordine alla protezione primaria dei cosiddetti soggetti fragili. Abbiamo avuto una prima accelerazione con la pandemia da Covid e, in seguito, con vari tipi di calamità naturali, più o meno legate ai mutamenti climatici, e non da ultimo anche con il proliferare di nuovi conflitti armati e rischi nucleari. In materia, la legislazione è piuttosto rara, sia a livello nazionale che internazionale, avendosi più che altro linee di principio su argomenti in cui i soggetti fragili sono soltanto una postilla, rimandando a piani operativi che, almeno in Italia esistono, anche se a macchia di leopardo, e demandati in via principale alla Protezione Civile, deputata per legge per tali eventi, e al Corpo dei Vigili del Fuoco . Si tratta pertanto di elaborare quanto meno una legge quadro in materia che possa coniugare i principi costituzionali del Nessuno Viene Abbandonato, con quelli della formazione/informazione, e con quello più generale dei gradi di pericolo e della loro attualità (spesso infatti la legge si preoccupa solo di prevenzione) , sapendo che più elevato e prossimo è il grado di pericolo e tanto meno, ovviamente, potrà richiedersi all'operatore nel caso di soccorso. Se esiste il famoso slogan - prima donne, anziani e bambini - è naturale che alla base ci sia la comprensione che chi è in situazione di fragilità necessita di maggiori attenzioni affinché il rimedio non si riveli peggiore della malattia. Insomma un argomento che merita il miglior approfondimento possibile con un approccio e una convergenza tra varie branche che in tema di fragilità forse non si è mai vista. Un onore che il Polo Universitario di Grosseto abbia fortemente voluto questo convegno, dimostrando una sensibilità straordinaria.
E’ stata poi la volta del Segretario dell’Associazione Opificio delle idee per Grosseto Avv. Andrea Vasellini. Queste le sue dichiarazioni sul tema del convegno: “Opificio delle Idee intende proseguire nello sviluppo di questo progetto attraverso l’organizzazione di una esercitazione interforze a Grosseto su scenario emergenziale, simulata con l’evacuazione di persone con esigenze specifiche. L’evento sarà realizzato con la collaborazione di tutte le istituzioni e le associazioni che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante convegno. E’ nelle nostre intenzioni inoltre, realizzare una seconda edizione di questo evento, questa volta a carattere regionale, a Firenze. L’articolo 3 della costituzione prevede una uguaglianza non solo formale ma anche sostanziale lo stato deve intervenire per rimuovere gli ostacoli che si frappongono fra l’individuo e la realizzazione della sua persona questo è possibile anche e soprattutto grazie ad associazioni come opificio che si fanno carico delle istanze delle persone più fragili e sensibilizzano le istituzioni per interventi mirati ed efficaci”.
A conclusione del convegno è intervenuto sul tema: Paolo Fantappiè (Segretario Generale UIL Toscana): “Oggi nel mondo del lavoro si parla di sicurezza standardizzata, ovvero un processo di sicurezza uguale in ogni sua parte e per tutti i lavoratori. Invece i lavoratori non sono tutti uguali, ci sono delle differenze: ci sono lavoratori disabili, con esigenze specifiche e differenziate. Serve oggi attuare politiche di inclusione, parlando a tutti i lavoratori e pianificare una sicurezza giusta e adatta a tutti, in ogni tipo di emergenza. Nel 2022 le morti sul lavoro sono state 55. Nel 2023 i dati vanno meglio, ma continuano ad aumentare le denunce per infortuni (+23% rispetto all’anno scorso) e malattie professionali (+14% rispetto al ‘22). Ancora è necessario lavorare molto per abbassare questi dati”. Questo presuppone degli investimenti, anche cospicui, che ad oggi non sappiamo se le imprese in Toscana sono in grado di poter affrontare, considerato anche il modello regionale ancora improntato sulla microimpresa. Ci sono dei finanziamenti europei importanti, c’è il PNRR e su questo si può pensare di fare investimenti pianificati specifici. Ad oggi sulla sicurezza ancora dobbiamo lavorare molto, tuttora manca purtroppo la cultura della sicurezza e la prevenzione. Abbiamo un articolo, il 2087 del Codice Civile, che riassume tutte le problematiche esistenti in materia di sicurezza, evidenziando come “l’imprenditore sia tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarita' del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. Infine, come UIL Toscana ci troviamo a chiedere ancora una volta il rispetto della L.68/99: una legge importante, che va a tutelare l’occupazione di persone con disabilità o appartenenti alle categorie protette, di cui non siamo a conoscenza dell’effettiva applicazione sul territorio, visti i pochi controlli e i pochi dati a disposizione.