Conclusioni del “Laboratorio di sensibilizzazione all'approccio ecologico - sociale alla Promozione del Benessere nella Comunità”
Grosseto: Dal 9 al 14 ottobre si è tenuto presso la Parrocchia “La Santa famiglia” di Grosseto il “Laboratorio di sensibilizzazione all'approccio ecologico - sociale alla Promozione del Benessere nella Comunità”, inserito all’interno del Progetto “I giovani presenti nella rete per la ripartenza. Educazione tra pari nella comunità per gli stili di vita sani”, finanziato dal bando CESVOT di questo anno.
Il Progetto nasce da un partenariato pubblico-privato, promosso dalle Associazione dei Club Alcologici Territoriali di Grosseto: ACAT Grosseto Nord e ACAT Grosseto Green, con il patrocinio dell’ARCAT Toscana e con il partenariato dell’ACAT Follonica, della Casa circondariale di Grosseto, dell’Associazione Oasi ODV, di Cittadinanza Attiva Toscana Onlus- Assemblea Territoriale di Grosseto, dell’associazione A.L.I.Ce, del Coeso-Società della Salute area Grossetana, Colline Metallifere, Amiata Grossetana, della Parrocchia Immacolata Concezione di Roselle, del Liceo Rosmini, dell’ISIS Fossombroni e dell’Istituto Leopoldo II di Lorena. Hanno collaborato il Centro Alcologico Territoriale Funzionale di Grosseto, il Centro di documentazione per gli stili di vita sani di Grosseto ed il SerD della ASL di Grosseto.
L’iniziativa ha avuto successo: vi hanno partecipato 29 studenti del 4° anno del Liceo “Rosmini”, dell’Istituto ISIS “Leopoldo II di Lorena” e dell’Istituto Fossombroni. I partecipanti hanno lavorato intensivamente per 36 ore complessive su 6 giorni, acquisendo una formazione aggiornata e una sensibilizzazione sull’intera problematica degli stili di vita, in particolare il consumo di alcol, l’uso del tabacco, l’alimentazione scorretta, la sedentarietà, l’uso delle droghe, i vari tipi di disagio psichico, l’azzardo, l’uso delle tecnologie elettroniche, tutti gli stili di vita non eco-sostenibili centrati sull’individualismo e il consumismo.
Per tali risultati vanno ringraziati, oltre agli organizzatori, lo staff del Laboratorio (il Coordinatore, Giuseppe Corlito, i conduttori di gruppo e docenti Valeria Matteucci, Carla Camici, Azelio Gani, Francesco Bardicchia, i co-conduttori Amalia Ceroni e Marino Ciocchetti, i docenti Elisa Vatti e Paola Valenziano) e gli esperti che hanno dato il loro contributo nel lavoro dei gruppi (Roberta Cosimi, Fabio Falorni, Elisabetta Mori).
Un particolare ringraziamento a Maria Milano e Vittorio Cinelli per il ruolo svolto nella Segreteria e a Paola Bovo che ha coordinato le visite ai Club e ai gruppi AMA. Un grazie accorato a Simonetta Zammarchi, Giuseppe Sammaritano, Tina Falchi, Annamaria De Angelis, che hanno collaborato attivamente alla realizzazione del corso
Un sentito ringraziamento è rivolto alle famiglie dei Club Alcologici Territoriali e ai membri e alle famiglie dei Gruppi di Auto-Mutuo-aiuto per aver accolto le visite dei partecipanti.
Grazie a tutte queste persone; i partecipati al Laboratorio (docenti e discenti) hanno preso coscienza dell’esistenza di alcune reti sociali, che agiscono nelle comunità grossetane: la rete dei Club Alcologici Territoriali, quella dei gruppi di auto-mutuo-aiuto e quella delle Associazioni dei cittadini attivi. Questo processo, ripreso dopo la pandemia, rende le comunità grossetane più competenti ad affrontare i problemi relativi agli stili di vita. Esse ora sanno di avere risorse notevoli senza costi sociali e sanitari aggiuntivi.
In base alle conoscenze acquisite, alla maggior consapevolezza dei propri stili di vita scorretti e della necessità di produrre un cambiamento personale, familiare e comunitario e all’esperienza diretta delle realtà operanti nel nostro territorio, nel clima di empatia, di condivisione, di amicizia e di allegria che ha caratterizzato il lavoro dell’intero laboratorio, i partecipanti e lo staff del Laboratorio si sentono di formulare le seguenti conclusioni e raccomandazioni.
1. Si sottolineano come comportamenti a rischio i consumi di alcol e di tabacco in età sempre più precoce. In particolare i giovani sottovalutano i rischi connessi all’uso dell’alcol e del tabacco, in questo sono spinti dalla cultura generale della nostra società e dagli stili di vita scorretti degli adulti e delle famiglie. Il cambiamento di stile di vita di ognuno può cambiare in meglio la cultura della nostra comunità ed ognuno dei partecipanti si è dato dei piccoli obiettivi personali per iniziare questo cammino.
2. Alcune studentesse e alcuni studenti hanno dato la disponibilità ad attivarsi come peer educator, partendo dalle informazioni ricevute nel laboratorio per sensibilizzare, in un progetto a cascata, nuove classi, i relativi insegnanti e le famiglie quest’anno e anche nei prossimi.
3. E’ stata accolta la proposta di farci promotori di salute nelle nostre comunità (scuola, luoghi di lavoro, quartieri, paesi) realizzando nei prossimi mesi ogni tipo di iniziativa anche piccola che trasmetta agli altri le informazioni e le scelte di stili di vita più sani e più eco-sostenibili, apprese nel laboratorio.
4. L’impegno comune di tutti i partecipanti al laboratorio (staff, insegnanti, ragazze e ragazzi, famiglie) è di impegnarsi nella realizzazione degli obbiettivi del nostro Progetto, compresa la costituzione della Fondazione del Centro di documentazione per gli stili di vita sani.
5. Riteniamo che il clima di collaborazione e di reciproco rispetto raggiunto nel Laboratorio debba essere esteso soprattutto all’interno delle scuole partecipanti al progetto e all’intera comunità. Far funzionare la comunicazione circolare nella comunità del laboratorio è stato faticoso, ma ci siamo riusciti, soprattutto grazie all’impegno di tutti, al lavoro dei piccoli gruppi condotti e autogestiti. Questo ci spinge a proporre l’introduzione del “tempo del cerchio” nelle scuole, cioè dello strumento del piccolo gruppo per la gestione delle emozioni. Per questo è fondamentale il coinvolgimento costante degli insegnanti.
6. Altro obiettivo è coinvolgere le comunità di appartenenza (i quartieri della città di Grosseto ed i paesi della provincia) per rafforzare la rete dei gruppi ed associazioni di cittadini attivi per la diffusione degli stili di vita sani grazie alle loro capacità individuali e collettive, promuovendo la costituzione di gruppi di cittadini attivi sugli stili di vita sani dove non esistono.
7. I partecipanti al Laboratorio raccomandano la cura per mantenere un ambiente sano, l’alimentazione corretta e conseguentemente un corpo sano integrato con la giusta attività fisica, la riduzione dell’impronta ecologica umana sul pianeta Terra, la riduzione dei consumi e degli sprechi (soprattutto dell’energia e dell’acqua) a livello individuale e sociale, l’implementazione di relazioni interpersonali e sociali sane e autentiche fondate sul rispetto reciproco, sull’ascolto e delle differenze al posto di quelle virtuali. Tutto questo costituisce la base per nuovi valori etici su cui fondare le società umane.
8. I partecipanti al Laboratorio ritengono utile ripetere in futuro l’esperienza con una nuova edizione del Laboratorio stesso augurandosi che l’esperienza possa essere estesa ad altri istituti superiori di Grosseto ed ai docenti.
I prossimi incontri nelle scuole per attivare il progetto di Peer education con la dottoressa Vatti sono previsti per il 20 ottobre dalle ore 8 alle ore 10, il 23 ottobre dalle ore 8 alle ore 10, il 25 ottobre dalle ore 8 alle ore 10
Il prossimo appuntamento per i promotori di salute nella comunità per sviluppare il Processo di sensibilizzazione decentrata sul territorio e coordinare il lavoro dei peer è convocato presso la sede ACAT in via Inghilterra 45 tra 15 giorni.