Grosseto: "Che piaccia o no il suicidio medicalmente assistito è una realtà in questo Paese e lo ha stabilito, a certe condizioni, la sentenza 242 della corte costituzionale. Quando la sentenza fu emessa si invitò il Parlamento a legiferare in merito, per stabilire modalità esecutive e renderle legge. Ma ad oggi ancora il Parlamento non ha provveduto", dice la consigliera comunale di Grosseto, Carla Minacci.
"Ma state tranquilli, ci sta pensando il dott. Cappato tramite l'associazione LUCA COSCIONI, visto il carattere di urgenza del provvedimento e la moltitudine di persone che del suicidio medicalmente assistito fanno richiesta. L'associazione sta infatti presentando in molti consigli regionali una proposta di legge di iniziativa popolare per obbligare gli ospedali pubblici a fornire gratuitamente ogni assistenza sanitaria ed i farmaci necessari per attuare il suicidio dei malati che ne facciano richiesta. ( ricordo che in Friuli Venezia Giulia si è già provveduto a far suicidare Anna su autorizzazione di un magistrato forzando non poco ciò che dovrà ancora essere).
Peccato però che le regioni, come sostiene l'avvocatura dello Stato, non abbiano in questo campo potestà legislativa perchè vanno ad impattare una esclusiva competenza statale. Peccato anche che quella che il dott. Cappato ha presentato è procedura non allineata con la sentenza 242/2019 ma nuova legge che non prende in considerazione l'obiezione di coscienza che tanta noia ha dato in leggi precedenti - vedi lsa (194) e lascia fuori completamente le cure palliative che la sentenza della Corte aveva addirittura indicato come pre-requisito per accedere al suicidio medicalmente assistito".
In consiglio comunale è stato presentato un ordine del giorno che, se approvato, avrebbe appoggiato questa proposta di legge di iniziativa popolare; appoggio non dato per i profili di incostituzionalità che la proposta di legge presenta ( per parere fornito dall'avvocatura dello Stato )e perchè la stessa risulta disallineata rispetto alla sentenza 242.Ogni contrapposizione suicidio medicalmente assistito si/no non mi appartiene, fomentare le piazze nemmeno, ma denunciare la propaganda ed il contagio sociale ( preparando uno stradello tanto caro ai filosofi del diritto ) che ha distinto l'associazione ed il suo tesoriere questa, si, voglio che mi competa. Dico tutto questo con profondo rispetto per ogni sofferente e le rispettive famiglie per le quali, anziché una raffazzonata proposta di legge che vorrebbe perseguire una scorciatoia regionale creando una vera e propria babele normativa, auspico un intervento parlamentare che sappia legiferare, libero da ideologie con sapienza, giustizia e compassione", conclude la consigliera comunale Carla Minacci.