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Un toscano sull’Amerigo Vespucci: “Quel momento magico, quando le vele si dispiegano"

Il sottufficiale nocchiere Matteo Picchetti: "Quello che mi piace, essendo una nave aperta, un Veliero, è il vento che ti passa tra i capelli e il silenzio quando vengono aperte le vele..”

Un toscano sull’Amerigo Vespucci: “Quel momento magico, quando le vele si dispiegano"

Buenos Aires: Dopo una sosta a Buenos Aires la Amerigo Vespucci, simbolo e nave scuola della Marina Militare italiana, è in questi giorni ripartita per completare il suo giro del mondo iniziato nel luglio dell’anno scorso a Genova. La Vespucci è tornata ad attraccare nella capitale argentina dopo un primo viaggio fatto 72 anni anni fa per promuovere il ‘Sistema Italia’, in quella che è stata una tappa particolarmente significativa della seconda parte di un World Tour della nave che si concluderà nel 2025. Nell’occasione sono arrivati dall’Italia il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, assieme al sottosegretario alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago.

L’equipaggio della Vespucci è stato ricevuto con molto calore. A Buenos Aires, la notizia dell’arrivo della nave, riportata dai principali media locali, ha fatto sì che in pochi giorni ci siano stati migliaia di visitatori. Abbiamo incontrato il sottufficiale nocchiere Matteo Picchetti (25 anni) di Pisa, che ci ha raccontato questo meraviglioso viaggio nelle acque del Rio de la Plata, sia in Argentina sia in Uruguay

“E’ sicuramente un’esperienza unica che non capita tutti i giorni di poter affrontare. – dice Matteo a Maremma News - Ho iniziato il viaggio insieme ad altri miei colleghi con un volo da Roma in Argentina. Ho quindi fatto la tratta dalla città di La Plata fino a Montevideo, in Uruguay, poi a Buenos Aires. Adesso proseguiremo fino a Punta Arenas, a sud del Cile, dove noi purtroppo dobbiamo sbarcare per le nostre attività di studio e formazione, mentre l’equipaggio avrà la fortuna di proseguire alla volta di Ushuaia e poi il passaggio di Capo HornSi prevedono dieci giorni di navigazione in una zona fra l’altro climaticamente difficile dell’Atlantico dove si prospettano onde alte: poi magari le condizioni meteo saranno favorevoli in modo da poter andare anche a vele spiegate. Saranno giorni belli e impegnativi soprattutto per il freddo, ma siamo preparati. Passeremo davanti alle coste della Patagonia e faremo anche il mitico stretto di Magellano. Sarà un’esperienza unica che sicuramente ricorderemo per tutta la vita. Non tutti hanno questa fortuna. So che questa nave manca da oltre settant’anni in questa regione, 72 per l’esattezza.”

D - Cosa ti piace di più della vita a bordo?

R – “Sicuramente la sensazione di poter stare su una nave impregnata di storia e di valori e tradizioni marinare. Siamo una delle poche, se non l'unica, a vantare questo primato di anzianità e soprattutto un così alto rispetto da parte delle altre marine estere. Quello che mi piace, essendo una nave aperta, un Veliero, è il vento che ti passa tra i capelli e il silenzio quando vengono aperte le vele..

D - E com’è quel momento magico dello spiegamento delle vele?

R - "Hai usato proprio la parola giusta perché non è che avviene frequentemente, dipende molto dalle condizioni meteo: però, quando si aprono le vele è appunto qualcosa di magico perché i nocchieri a bordo, circa 90/100 persone, si coordinano senza usare la voce. Si sente solo il fischio del nostromo ed è qualcosa che supera tutti gli schemi. La Vespucci è una macchina perfetta, come un orologio, un ingranaggio nel quale tutto si sincronizza perfettamente: lo spirito di corpo, lo spirito di squadra, il sacrificio.. non so come descriverlo meglio di così. E’ veramente bello, qualcosa che merita vedere ma non tutti possono avere questa fortuna che ti lascia a bocca aperta.”

D - Perché hai scelto questa carriera?

R – “Sono entrato nella marina militare perché penso che mettersi al servizio del proprio paese, o comunque avere la possibilità di fare qualcosa per qualcun altro, sia la massima ambizione che si possa avere. E ho scelto la Marina perché la reputo la forza armata, senza nulla togliere alle altre, più completa. Nel 2019 sono entrato come volontario, ho fatto due anni che mi hanno permesso di capire quale ruolo volessi svolgere”.

D - Che impressione dà, e che commozione suscita, fare questa traversata nel momento in cui per esempio vedi in lontananza, in prossimità del porto, la sagoma di una città di oltre 15 milioni di abitanti come Buenos Aires.

R – “Io non sono mai stato così lontano da casa, non sono mai stato in un altro continente, ho sempre viaggiato per l’Europa o paesi limitrofi. Credo non ci si renda veramente conto dalla nave delle dimensioni delle città dell’Argentina, o del Brasile, finché non si attracca. L’impatto è sempre molto emozionante soprattutto per città di queste dimensioni. Entrare in un porto e trovare questi grattacieli che si affacciano sul mare, sul porto, sono immagini che rimangono impresse nella memoria soprattutto in alcuni momenti: per esempio, il tramonto oppure l’alba.. lasciano ricordi bellissimi”.

D - Siete andati un po’ in giro qui a Buenos Aires?

R – “Si’, ci sono stati diversi impegni istituzionali con le autorità e con il pubblico ma siamo comunque riusciti a vedere la città: per esempio, lo stadio del Boca Juniors, noto come ‘la Bombonera’, appunto alla Boca, oltre al quartiere del tango, San Telmo. Abbiamo avuto d’altra parte una grande affluenza di pubblico, la nave è stata molto visitata. Siamo contenti dell’accoglienza avuta e del calore della gente nei nostri confronti. Posso solo dire “muchas gracias!”

D - Ti manca casa?

R – “Diciamo ‘il giusto’, perché chi sceglie questo lavoro sa già che ti mette alla prova. Devi fare molti sacrifici, in primis sicuramente la lontananza da casa, la lontananza degli affetti”.

D - Qual è il tuo porto della Toscana dove ti senti a casa? E le tue spiagge, oppure le località di mare?

R – “Pisa, anche se ovviamente non è sul mare, dove sono nato e d’altra parte sono cresciuto nelle spiagge di Tirrenia fin da piccolo con i miei nonni. La Toscana ha bellissimi posti dove andare al mare partendo dall’Argentario all’isola d’Elba, e non solo”.

D - Hai un’esperienza di mare ormai notevole.

R – “Sì, e d’altro lato vado molto fiero della storia della mia città antica potenza delle quattro Repubbliche Marinare. Sono molto fiero di essere pisano.”

E a questo punto salutiamo e ringraziamo il nostro cocchiere toscano augurando a lui e a tutto l’equipaggio della splendida Amerigo Vespucci il “buon vento” che possa portare la sua missione di pace in tutto il mondo. Ne abbiamo tutti tanto bisogno.


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