Scarlino: A seguito dei noti licenziamenti avvenuti al Porto di Scarlino, in rappresentanza degli utenti, il Comitato Porto Canale e l'Associazione Amici del Porto di Portiglioni esprime solidarietà ai lavoratori licenziati ed alle loro famiglie, e nel contempo spiega la propria posizione nel merito.
«È di questi giorni - si legge nella nota - la notizia dei due licenziamenti avvenuti nel Porto di Scarlino. Purtroppo, quando si parla de La Marina non ci sorprende più niente e quindi anche questi due provvedimenti non ci hanno colto di sorpresa. La logica che vige nel Porto di Scarlino, ormai da tempo, è sempre la stessa e conosciamo molto bene le modalità con cui vengono affrontati i problemi.
Ciò detto, abbiamo letto il comunicato stampa della CGIL di Grosseto e nel condividere in pieno le posizioni espresse, esprimiamo, con questa nota, massima solidarietà alle persone licenziate e alle loro famiglie, con la speranza che i licenziamenti vengano revocati dal giudice del lavoro. La replica de La Marina non si è fatta aspettare e i toni sono sempre gli stessi. Anziché prendere posizioni chiare sulle scelte aziendali, si preferisce ammansire l’audience con la stessa narrazione di sempre: la magnificenza del Porto come un luogo fatto di “ospitalità integrata”, “sostenibilità”, “rispetto della natura” e “inclusione”.
Una grande quantità di parole roboanti che vorrebbero far sembrare il Porto di Scarlino come un luogo idilliaco che subisce le polemiche dei cattivi, che sono sempre gli altri. Nel rilevare la fervida fantasia con cui si rappresenta il Porto, ci domandiamo se forse non sarebbe stato più serio dare atto della realtà dei fatti: ormai da anni i maggiori stakeholder del Porto, dai dipendenti alle Associazioni rappresentative degli Utenti, sono in rotta di collisione con proprietà e gestione e sistematicamente si trovano a dover coinvolgere i Tribunali per far valere i propri diritti.
Ecco, se La Marina invece di parlare solo di “Paradiso “ - che non esiste - e di esporre costantemente il Porto al clamore, avesse avuto l’accortezza di rappresentare le cose nella loro realtà e totalità, forse per la prima volta avrebbe colto il giusto obiettivo».