Ribolla: Proseguono gli appuntamenti per la commemorazione della strage avvenuta a Ribolla il 4 maggio 1954, nel 70° Anniversario di quello che fu il più grave incidente sul lavoro registrato nel nostro Paese, con i 43 minatori che rimasero vittime dell’esplosione di grisou verificatasi nelle gallerie del pozzo Camorra.
Giovedì 9 maggio alle 16:00, nell'ex cinema del borgo di Ribolla ci sarà uno degli appuntamenti più attesi, con la proiezione del cortometraggio curato da Silvano Polvani e Carlo Tardani “Ribolla, il Villaggio, il Lavoro la Tragedia”. Una suggestiva ricostruzione storica del contesto sociale ed economico di quegli anni, delle condizioni di vita dei minatori e del clima politico di scontro tra operai e Montecatini, fatta attraverso foto e filmati d'epoca dell'Istituto Luce. Che restituiscono un quadro vivido d'insieme del microcosmo della vita nel villaggio minerario di Ribolla alla vigilia della strage e nei giorni immediatamente susseguenti. Quando il piccolo borgo maremmano diventò in tutta Italia ed Europa l’emblema delle sofferenze e della lotta per l'emancipazione dei lavoratori delle miniere.
Dopo la proiezione, si terrà una tavola rotonda alla quale parteciperanno il sindaco di Roccastrada e presidente della Provincia di Grosseto, Francesco Limatola, l'ex sindacalista, giornalista e scrittore, curatore del cortometraggio, Silvano Polvani, e la segretaria della camera del lavoro maremmana Monica Pagni, che concluderà l'incontro.
Nei locali dell'ex cinema, inoltre, saranno esposte una serie di bellissime foto che ritraggono la vita a Ribolla e nella miniera in quegli anni. Immagine tratte dagli archivi storici.
«La Cgil - spiega Monica Pagni, segretaria della Cgil grossetana - ha voluto fortemente questo cortometraggio in occasione del 70° anniversario della strage di Ribolla, per dare un proprio contributo alla trasmissione della memoria delle condizioni del lavoro in quel periodo storico. Ma soprattutto perché riteniamo che questa vicenda mantenga oggi una propria cruda attualità, ricollegandosi alle condizioni del lavoro odierne in tanti comparti. Condizioni che si sostanziano nella violazione delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, causa di morti inaccettabili come quelle più recenti di Firenze, Suviana, e Casteldaccia. Figlie della stessa logica del profitto che 70 anni fa sacrificava la vita dei minatori per inseguire gli utili a discapito della tutela e del rispetto delle persone».