Porto Santo Stefano: Una balenottera comune ammirata da tanti qualche giorno fa dentro il porto del Valle a Porto Santo Stefano che si vedeva vista anche dalla sede di Artemare Club è morta nel porto di Talamone, si è morta in uno degli approdi del Mar di Maremma che fa parte del Santuario dei Cetacei, istituito 25 anni fa per preservare una zona molto importante dal punto di vista biologico, talmente ricca di elementi nutrienti da essere paragonabile alle acque atlantiche, in virtù di un favorevole sistema di correnti che garantisce il rimescolamento delle acque con la risalita delle sostanze nutritive depositate in profondità, e dell'azione dei venti invernali che favoriscono la loro distribuzione.
Racconta il comandante Daniele Busetto di Artemare Club che da anni promuove le nobili attività di MareVivo e di AquaFilmFestival a favore del pianeta mare, per queste caratteristiche tutte le estati balenottere e migliaia di altri cetacei, tra cui delfini, zifi e capodogli, si danno appuntamento nelle acque del Santuario e dopo la caccia che li ha decimati nei secoli scorsi portando alcune specie sull'orlo dell'estinzione, neppure oggi i cetacei possono tirare un sospiro di sollievo, i loro itinerari e ambienti consoni alla riproduzione continuano a subire alterazioni dovute al sempre maggior traffico navale negli ultimi quello crocieristico più inquinante è aumentato esponenzialmente con il cambiamento climatico e il forte inquinamento, la loro sopravvivenza è seriamente minacciata. Pertanto quando vediamo la straziante morte come quella della balenottera azzurra dei giorni scorsi nel porto fondato dagli Argonauti, ripresa e diventata virale sui social, riflettiamo che la colpa è da addebitare quasi sempre all’uomo, alle sue scellerate scelte solo economiche e per pochi della vita o morte del mondo marino, invadendo sopra e sotto con sempre più navi, barche, mezzi sportivi di tutti i tipi, da eserciti di divers, collocazione statue, case dei pesci che i pesci se potessero parlare non vorrebbero perché manufatti estranei al loro ambiente naturale sottomarino. Hanno detto che la balenottera ha perso l’orientamento, ma l’orientamento l’hanno perso gli umani che spesso di umano hanno poco e niente specialmente quelli preposti a certi ruoli pubblici e privati che speculano sulla vita del mare inquinadolo e sulla vita degli esseri marini, parole di Artemare Club.