«Siamo un'Associazione e rivendichiamo la necessità e il diritto di immaginare insieme un'altra idea di mondo, a partire da una cultura di pace. Tra gli esseri umani, con la natura, con gli animali»
Alla FAO di Roma 600 delegati da tutta Italia discutono sui temi principali che guideranno l'associazione nei prossimi anni
Roma: «Quella che vogliamo praticare è una cultura di pace: oggi quanto mai urgente . Una cultura che ci ha portato a esprimerci sulle crisi belliche in corso, dal conflitto russo-ucraino, alla guerra in Sudan, allo sterminio in corso in Palestina.
Pace con la natura, perché noi siamo natura, ed essere in guerra con lei significa essere in guerra con noi stessi» dichiara Barbara Nappini, aprendo l'Assemblea nazionale dei soci di Slow Food Italia, di cui è presidente . «Pace è anche ripensare ai nostri gesti quotidiani, mettere al centro la comunità e non l'individualità. Pace è anche ripensare il rapporto con gli animali, i prati ei pascoli, dove gli erbivori vivono secondo la loro etologia e brucano quell'erba che si ritrova nel sapore dei prodotti caseari a latte crudo, e di cui noi oggi difendiamo il valore. Ma è anche il sottotesto dell'educazione di adulti e bambini al piacere della scoperta e alla consapevolezza delle scelte. È la volontà di dar voce a chi ne ha meno: le donne, i giovani. Una cultura che nell'attualità globale di oggi ci fa aborrire l'idea del cibo come strumento di guerra e di morte invece che di dialogo e di pace. Ma non siamo ancora perduti e per questo rivendichiamo la necessità e il diritto di immaginare insieme un'altra idea di mondo: qui e ora, e di lavorare per costruirlo pezzo per pezzo, fin dove riusciamo ad arrivare col nostro raggio d'azione che, moltiplicato per una moltitudine, diventa grande come il Pianeta tutto».
Necessità e diritto di immaginare insieme un'altra idea di mondo intorno a cui si sono riuniti alla FAO a Roma, oggi e domani 600 delegati, insieme agli osservatori e a tanti amici di Slow Food Italia. Insieme a Barbara Nappini, si è presentato il nuovo Consiglio Direttivo di Slow Food Italia, che vede, tra le riconferme Federico Varazi e Raoul Tiraboschi, mentre Luca Martinotti e Francesco Sottile, già figura chiave dell'associazione, entrano adesso a far parte della squadra.
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