Il sindacato denuncia le condizioni estreme dei lavoratori del delivery: “Serve un intervento urgente, anche dalle istituzioni locali. Sulla salute non si media”
Grosseto: Nidil CGIL Grosseto torna a denunciare l’assenza di misure reali per la tutela della salute e sicurezza dei rider, soprattutto in questi giorni in cui l’emergenza caldo rende ancora più rischioso un lavoro già fragile e privo di tutele adeguate.
«Non si può continuare a ignorare i rischi per la salute dei lavoratori e delle lavoratrici del delivery – commenta Maikol Ricci (foto cover), segretario di Nidil CGIL Grosseto –. È inaccettabile pensare che un bonus o una mancia possano compensare il rischio di colpi di calore, disidratazione e incidenti dovuti a condizioni di lavoro estreme. Serve un cambio di passo deciso, anche a livello locale».
Dopo che il tribunale di Milano ha riconosciuto l’obbligo per Glovo di fornire dispositivi di protezione individuale, acqua e sali minerali, la battaglia per il rispetto della sicurezza nei confronti di tutte le piattaforme si fa ancora più urgente.
«Serve garantire ai rider la possibilità di fare pause in luoghi sicuri, avere acqua fornita dalle aziende, percorsi sostenibili e l’accesso ai documenti di valutazione dei rischi – prosegue Ricci –. A Grosseto come altrove, le piattaforme scaricano tutto sulla persona che consegna: tempi, responsabilità e rischi. E ora, anche il caldo. È inaccettabile».
Nidil CGIL Grosseto si unisce alla mobilitazione nazionale e chiede che anche il Comune e le istituzioni locali si attivino per vigilare e promuovere, ove possibile, forme di garanzia minima per chi lavora nel food delivery, spesso invisibile ma spesso richiesto anche negli orari di pranzo, orari in cui mentre alcuni sconsigliano di esporsi al sole, per questi lavoratori invece è praticamente inevitabile.