Grosseto: Importanti novità all'avvio della terza edizione degli incontri per la formazione partecipata degli operatori dell'Associazione “ Oltre lo sguardo ” Aps: per la prima volta il progetto si avvale della partnership dell' ANEP (Associazione nazionale educatori professionali) che garantirà un salto di qualità all'iniziativa. Il progetto, “Il co-housing come modello sostenibile per progetto di vita”, reso possibile grazie al finanziamento della Fondazione CR Firenze per "La Casa di Mario e al finanziamento derivante dall'8x1000 alla Chiesa valdese, quest'anno prende il titolo di “Guardami io ti vedo” e prevede, oltre a una supervisione residenziale dell'educatore professionale e formatore Giuseppe Petrini, un coinvolgimento attivo dei ragazzi e adulti ospiti della “Casa di Mario”.
Il Supervisore/Formatore sarà̀ subito coinvolto nella quotidianità̀ delle persone, all'interno dell'ambiente, delle dinamiche interpersonali e di tutto quello che riguarda la vita della “Casa”. A differenza dei metodi tradizionali, dove l'insegnamento è spesso unidirezionale e circoscritto a momenti specifici, questo metodo prevede una presenza continua e attiva del formatore nella vita della comunità con l'obiettivo di promuovere un apprendimento riflessivo autentico, radicato nella realtà̀ delle persone; favorire processi di cambiamento sostenibili e creare relazioni formative basate su ascolto, coesione e co-progettazione.
Gli incontri, per 72 ore complessive saranno a cadenza quindicinale e strutturati in due giornate di lavoro.
"Il progetto - afferma Elena Improta presidente di Oltre lo sguardo - è in linea con la nuova legge sulla disabilità del 2024 volta a mettere al centro le persone, partendo dai loro desideri aspettative e preferenze e individuando il percorso di vita che meglio si addice alle loro esigenze. Per far questo - ha concluso Improta - è necessario lo sviluppo di una comunità professionale di operatori pubblici e privati qualificati e pronta a adattarsi in pratiche educative enziale assistere le sfide dal Dopo imposte di noi, prima fra tutte il riconoscimento del diritto a una vita autodeterminata della persona disabile”.
"Promuovere l'autodeterminazione della persona, in una logica di empowerment individuale e di comunità, - ha affermato David Ceron presidente Nazionale ANEP ATS - è da sempre "nelle corde" dell'educatore professionale, che non si pone davanti alla persona, ma al suo fianco per favorirne lo sviluppo e la realizzazione. Questo stile professionale deve avvolgere tutta l'equipe in una crescita umana che non deve essere una eccellenza ma lo standard di servizio e di presa in carico."