Grosseto: In riferimento all’ episodio che ha visto coinvolta una giovane runner morsa da cani da guardiania in un'area rurale del nostro territorio, Confagricoltura Grosseto interviene per difendere il ruolo fondamentale dei pastori e per richiamare l’attenzione su una convivenza necessaria tra agricoltura, allevamento e turismo.
“Non vogliamo entrare nel merito della singola vicenda – afferma Paolo Rossi, direttore di Confagricoltura Grosseto – ma ciò che dispiace è il modo in cui si è subito puntato il dito contro il pastore, come se il problema fosse la sua presenza e non piuttosto la conseguenza di una gestione del territorio che carica di responsabilità chi lo presidia ogni giorno con il proprio lavoro. I pastori non mettono i cani a guardia dei greggi per diletto, ma perché oggi, in molte aree della Maremma, è impossibile allevare senza la minaccia del lupo. Se quei cani sono lì, se quei costi vengono sostenuti, è perché chi produce è stato lasciato solo a difendersi. E adesso, paradossalmente, non può difendersi né dal lupo e né dall’uomo.”
Il direttore sottolinea poi che i cani da guardiania non vengono lasciati vagare senza controllo. Dove sono presenti greggi custodite, i pastori prevedono apposita cartellonistica, visibile lungo i sentieri, per avvertire escursionisti e sportivi della presenza dei cani. “Serve solo un po’ più di attenzione, di rispetto reciproco. Perché siamo i primi a non voler vedere ferito nessuno – ribadisce Rossi – ma allo stesso tempo, non possiamo permettere che una ‘difesa’ venga trasformata in ‘accusa’ ogni volta che il turismo si scontra con la realtà agricola.” Secondo il direttore, la Maremma non può essere letta in modo parziale. Sarebbe un gravissimo errore. “È una terra di pastori, prima ancora che di vacanzieri - aggiunge -. La sua bellezza, il suo fascino, derivano proprio da questa vocazione agricola antica. Pensare di farne un parco come quelli cittadini dove praticare sport, senza greggi e senza allevatori, significa tradirla nel profondo. Il turismo - conclude Rossi - non esisterebbe senza la presenza dell’uomo che lavora, che modella i paesaggi, che tiene in vita il territorio. Le cose devono convivere. Perché il presidio del territorio lo fanno i pastori. Loro sono i veri custodi della Maremma. E se non capiamo questo si finirebbe per cancellare l’anima stessa di questa terra".