Nonostante il declassamento del lupo a livello europeo, l’Italia ritarda nel recepire la modifica. La Presidente Pastorelli scrive al Ministro: “Servono azioni concrete, subito”.
Grosseto: Il problema predazioni continua essere un problema molto dibattuto con perdita di tempo da parte del governo italiano, che a differenza degli Stati Membri dell’UE, hanno sempre avuto molto a cuore la sorte della pastorizia, pertanto già da anni vanno in deroga nel momento degli attacchi.
Gli allevatori - ricorda la Presidente del Comitato Pastori d’Italia, Mirella Pastorelli (foto cover) - dopo aver tirato un respiro di sollievo, il 24 giugno con lo spostamento del lupo dall’allegato IV all’allegato V della direttiva Habitat che sancisce il declassamento del lupo, pensavano che lo Stato Italiano recepisse velocemente tale modifica alfine di tutelare i propri allevatori, custodi dei territori e grandi lavoratori, che la mattina presto si rimboccano le maniche per produrre le eccellenze che fanno dell’Italia, uno dei Paesi riconosciuto a livello internazionale per le sue produzioni.
Momentaneamente - continua Pastorelli - sembra lontana la voglia dell’Italia di recepire tale modifica e mettere fine ad un problema che sta decretando la fine della zootecnia, si evince sia nelle modifiche apportate nella legge 157/92, dove la parola lupo non viene menzionata, sia dal D.P.R. 357/97 il quale ancora non ha recepito la modifica apportata dall’UE alla Direttiva Habitat , che permette di modificare lo status del lupo rendendolo specie protetta.
"Gli allevatori sono pronti a manifestare contro l’immobilismo dello Stato Italiano che non ha mai assunto un atteggiamento chiaro nei loro confronti, per non scontentare i difensori del lupo, ignari dei problemi che crea alla pastorizia".
La Presidente del Comitato Pastori d’Italia, Mirella Pastorelli, sentito il malcontento degli allevatori nei confronti del governo italiano, ha scritto una relazione al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sottoponendo alla Sua attenzione la tragica situazione della zootecnia, chiedendo un intervento immediato se veramente ha a cuore le sorti di un settore trainante dell’economia italiana.
Il Ministro rapidamente ha risposto, pertanto si allega la lettera, sperando che tale risposta si concretizzi in tempi brevissimi, per evitare nuovamente manifestazioni e proteste contro un immobilismo che cerca di tutelare ideologie utopistiche che portano solo alla fine di un settore lavorativo.
"Gentile dott.ssa Pastorelli,
con riferimento all’unita nota, con la quale sono rappresentate talune criticità per l'attività della pastorizia derivanti dall'elevata diffusione del lupo ed ibridi e richiesto un intervento del Ministro conseguente alla decisione a livello europeo di abbassare la tutela del lupo declassandolo da “specie faunistica rigorosamente protetta” a “specie faunistica protetta”, sentita la competente Struttura di questo Dicastero, si fa presente quanto segue.
In Italia il Piano d’azione del lupo attualmente vigente risale al 2002 ed esclude ogni ricorso alle deroghe per la specie lupo, al contrario di quanto avviene negli altri Paesi dell’Unione europea.
Per quanto attiene ad un possibile aggiornamento del Piano d’azione del lupo, ritenendosi superata la versione in discussione nel 2024, si ravvisa la necessità di declinare in un nuovo piano le indicazioni per una corretta gestione della specie nel rispetto delle previsioni della normativa unionale e nazionale.
A livello unionale, il 6 dicembre 2024 il Comitato permanente della Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa (Convenzione di Berna) ha adottato la proposta dell'Unione europea di modificare lo status di protezione del lupo (Canis lupus) spostando la specie dall'allegato II (specie di fauna rigorosamente protette) all'allegato III (specie di fauna protette).
A seguito della sua entrata in vigore e al fine di recepire questo emendamento della Convenzione di Berna, con la direttiva (UE) 2025/1237, adottata il 17 giugno 2025 ed entrata in vigore il 24 giugno 2025, è stato approvato lo spostamento del lupo dall’allegato IV all’allegato V della direttiva Habitat.
Tale spostamento consentirà di adeguare in forma corrispondente il decreto del Presidente della Repubblica n. 357/1997, attraverso la procedura di cui all’articolo 16 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica, ovvero mediante l’adozione di un decreto ministeriale di recepimento delle variazioni apportate dalla citata direttiva (UE) 2025/1237, peraltro in corso di definizione.
Tali modifiche avranno ricadute pratiche sulle regioni e sulle province autonome - che in Italia sono i principali soggetti deputati all’attuazione dell’anzidetto decreto del Presidente della Repubblica n. 357/1997 -, le quali potranno gestire in maniera più flessibile la specie al fine di limitare i conflitti.
Si ritiene, infatti, che una gestione più mirata ed efficace della specie genererà una riduzione degli impatti che il lupo produce sul comparto zootecnico, oltre a produrre impatti positivi sui cittadini in quanto sempre più spesso si sono registrati attacchi ad animali d’affezione o esemplari di lupo che, frequentando aree urbanizzate, hanno generato allarme sociale".