Orbetello: «Sabato scorso, 30 agosto, abbiamo partecipato all’iniziativa organizzata dalla Cooperativa dei Pescatori di Orbetello sul Granchio Blu - spiega Massimo Bernacchini del Consiglio Direttivo di “Orbetello Bene Comune” -, sollecitati dal post che di fatto ci tirava in ballo fra coloro che “....si sveglia la mattina e scrive giudizi, illazioni, sentenze senza essersi preoccupato di fare la cosa più semplice “informarsi alla fonte” e che nascosto dietro a una tastiera non mette la faccia sulle proprie posizioni”.... Noi non siamo soliti fare così. In quella sede, per non polemizzare, non lo abbiamo fatto rilevare. Riprova ne è, che la nostra associazione era la sola ad essere presente. Ci torniamo oggi sull'argomento doverosamente, non solo per “onor di cronaca”, ma anche per fare alcune riflessioni».
«Come riportato anche dalla stampa locale - continua Bernacchini -, la prima cosa che intendiamo sottolineare è l’assoluto disinteresse da parte delle Istituzioni, dei Partiti Politici, delle Associazioni di cittadini e dei cittadini stessi oggi sui temi che riguardano la Laguna. In tutto erano presenti poco più di una decina di persone, compresi i relatori dei Pescatori, la nostra nutrita delegazione (in 3), la Giornalista del Tirreno, quindi non più di 5 cittadini. La scarsa partecipazione dà il segno, come cartina di tornasole, del reale INTERESSE dei problemi legati alla Laguna e al suo Habitat. La mancanza di confronto diretto, surrogato solo attraverso i social, palesa quanto cammino, sul piano di autoresponsabilità collettiva ed istituzionale, ci sia ora da fare. Ecco, sta qui la differenza tra questi soggetti e il comitato “ORBETELLO BENE COMUNE”».
«Venendo all’argomento Granchio Blu (e non solo) - sottolinea Massimo Bernacchini -, da tempo lo teniamo sotto osservazione con il nostro Gruppo di Lavoro dedicato alla Laguna, che ha studiato approfonditamente quanto accaduto sulla materia nel nostro specchio lagunare negli anni sin qui trascorsi dalla comparsa di questa specie infestante. Non nascondiamo le nostre perplessità sulle modalità con cui la Cooperativa si muove anche nei confronti di questo serio problema: già nel 2023 il Governo Nazionale ha emanato diverse misure a supporto del settore (ad inizio agosto sono stati impegnati 2,9 milioni di euro, fine settembre altri 10 milioni di euro, ecc) così anche la Regione Toscana periodicamente emette bandi a supporto delle attività di pesca e acquacoltura per l’acquisto di attrezzature da destinare alle attività delle imprese, ma a nostra memoria la Cooperativa dei Pescatori non ha realizzato alcun progetto per contrastare il Granchio Blu e utilizzare tali fondi in modo strutturale e agire nella direzione di gestire per come possa essere possibile l’impatto di questa specie nell’ecosistema lagunare; la medesima Cooperativa né si è mossa chiedendo fondi specifici e strutturali per un progetto dedicato per la filiera della trasformazione (come fatto ad esempio in Sardegna dalla Blue Marlin che lo trasforma in polpa di Granchio Blu e lo vende a prezzi interessanti) o agevolando le relazioni con gli Enti e le Istituzioni che potessero supportarla per una sperimentazione (come fatto in altre regioni d’Italia con le collaborazioni fra pubblico e privato ad esempio dalla Regione Veneto e Università di Padova) in modo da mettere in atto ogni possibile azione a tutela del bene (il diritto esclusivo di pesca) che la collettività attraverso l’affido della Convenzione tra il Comune e la OPL (Società di proprietà della Cooperativa) le ha attribuito come risorsa da gestire e soprattutto curare.
Quindi, dopo la relazione del presidente Piro, abbiamo posto in evidenza questo aspetto, precisando che sia in Italia che all’estero ci sono diverse realtà che si sono adoperate per provare a contrastare l’invasione da parte di questo Granchio, utilizzando anche strumenti di trasformazione del prodotto per creare da un problema una opportunità economica. La Cooperativa ha tra l’altro nelle sue disponibilità un impianto di trasformazione del pescato che in virtù degli effetti della moria del 2024 riteniamo possa essere oggi sottosfruttato (con opportuni investimenti da realizzarsi con i fondi messi a disposizione dalle istituzioni) e potenzialmente utilizzabile per sperimentare linee alimentari innovative. Crediamo che il problema non possa essere affrontato solamente preoccupandosi di ottenere risorse per il mantenimento dei posti di lavoro (per altro legittime e giuste); questi contributi assistenzialistici possono solo servire a tamponare un problema, ma non a risolverlo».
«Né è altrettanto utile innalzare in continuazione il livello di attenzione con tematiche spesso contrastanti fra loro: ci riferiamo alle ultime uscite sulla stampa locale - afferma Bernacchini -, dove in modo scoordinato si cita la tutela del turismo citando il senso di responsabilità dei Pescatori per non aver “aperto la laguna alla libera circolazione dei pesci con il mare”, come se il Granchio Blu venisse dalla Laguna e volesse andare verso il mare e non fosse accaduto il contrario (Il Tirreno del 24 giungo scorso), o quando si dice che se ne pescheranno 200 quintali ma non si sa cosa farci in quanto impossibilitati a venderlo e trasformarlo (MaremmaOggi del 1 luglio scorso) e poi far seguire a questo un ulteriore uscita per parlarne come se fosse un prodotto che garantisce reddito in quanto verrà venduto nella GDO, dando l’impressione che sia risolvibile il problema in quel modo (MaremmaOggi del 17 luglio scorso). ORBETELLO BENE COMUNE, nel caso specifico, ritiene che occorra strutturare un progetto IMPRENDITORIALE dedicato al contrasto di questa specie, vocato alla pesca massiva, da svolgersi con idonei strumenti realizzati ad hoc seguendo indicazioni frutto di confronto con le realtà che oggi stanno provando a reagire all’invasione, per massimizzare l’asportazione dall’acqua e indirizzare questo prodotto verso processi di valorizzazione all’interno dello stabilimento di trasformazione, aggiungendo a questo una filiera di distribuzione del prodotto per la ristorazione (magari già pronto all’uso); il resto del prodotto andrebbe distrutto (ci sono stati e forse ci saranno ancora fondi per indennizzare questa azione), così da porre in essere una azione concreta e futuribile che non sia finalizzata ad aspettare che il problema si risolva da solo, in quanto semmai peggiorerà».
«Se la Cooperativa dei Pescatori intenderà lavorare a un progetto simile - conclude Massimo Bernacchini -, ORBETELLO BENE COMUNE sarà al suo fianco, come dimostrato sabato nella Piazzetta Spagnola».