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Dumping contrattuale: la Fisascat Cisl Grosseto chiede regole certe e un Patto regionale per turismo e commercio

Tosi: “Serve una collaborazione tra istituzioni, associazioni dei lavoratori e datoriali per stabilire regole certe e dettare le linee di un modello di sviluppo”

Dumping contrattuale: la Fisascat Cisl Grosseto chiede regole certe e un Patto regionale per turismo e commercio

Tosi: “Molti lavoratori grossetani vivono con contratti part-time involontari e tanti giovani formati per operare nel turismo rinunciano ad essere impiegati nel settore. Serve una collaborazione tra istituzioni, associazioni dei lavoratori e datoriali per stabilire regole certe e dettare le linee di un modello di sviluppo”

Grosseto: Il dumping contrattuale è una piaga che continua a colpire i settori del commercio, del turismo e dei servizi. “A Grosseto e in Maremma – spiega Sara Tosi, segretaria generale di Fisascat Cisl Grosseto - dove il turismo rappresenta uno dei principali motori economici, la competizione sleale tra imprese attraverso l’uso di contratti ‘pirata’, o non pienamente rappresentativi, si traduce in un impoverimento dei lavoratori, in una riduzione delle tutele e in un abbassamento della qualità complessiva del lavoro”.

“Come Fisascat Cisl Grosseto – continua - condividiamo le analisi di Confcommercio: il proliferare di contratti sottoscritti da soggetti non realmente rappresentativi mina il sistema delle relazioni sindacali, penalizza le imprese serie e danneggia l’intero tessuto economico”.

Il report elaborato dalla Cisl sulla contrattazione collettiva, pubblicato in questo mese, evidenzia alcuni aspetti fondamentali: “Al 30 giugno 2025 – illustra Tosi – risultano 1038 contratti nazionali di lavoro depositati, ma solo circa 200 contratti coprono il 99.3% dei lavoratori privati. Gli altri 744 sono spesso applicati a poche centinaia di addetti e interessano solo lo 0,7% dei lavoratori, ma sono alla base del dumping contrattuale. Il 65% dei lavoratori del settore privato risulta oggi coperto da contratti rinnovati, in crescita rispetto al 56% registrato a fine 2024. I contratti firmati da Cgil, Cisl e Uil si applicano al 96% dei lavoratori privati, confermando che la vera rappresentanza contrattuale è nelle federazioni maggiori. Le retribuzioni contrattuali nel turismo, in settori come alberghi e pubblici esercizi, hanno registrato un aumento del 2,3% nel primo semestre del 2025, un dato certamente positivo, ma ancora insufficiente a recuperare pienamente il potere d’acquisto eroso dall’inflazione”.

“Di fronte a questo quadro – prosegue Tosi – ribadiamo che la scorciatoia del salario minimo legale non è la risposta, anzi: rischia di essere un provvedimento demagogico, incapace di cogliere le differenze tra settori, e soprattutto di svuotare la contrattazione collettiva nazionale che è lo strumento vero di tutela dei lavoratori. Nei Ccnl firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative non c’è solo salario, ma anche welfare, sicurezza, formazione e partecipazione”.

Secondo Fisascat Cisl Grosseto, quindi, per evitare il dumping è necessario: “Passare da una contrattazione di primo e secondo livello, redigere un accordo territoriali sugli appalti con regole vincolanti, applicare i contratti nazionali di lavoro rappresentativi e rispettare i livelli contrattuali, individuare soluzioni concrete sul part-time involontario”.

“Crediamo che sia necessario – continua Tosi – aprire un confronto a livello regionale, come abbiamo sottolineato anche nell’ultimo congresso di Fisascat Cisl Toscana, per definire un Patto per il turismo e il suo indotto”. Un documento, sottolinea la Fisascat, che includa misure per l’allungamento della stagione turistica, ammortizzatori sociali specifici per turismo e indotto con una riforma nazionale, politiche di formazione e qualificazione professionale, anche con il supporto degli enti bilaterali.

“C’è una parte consistente di lavoratori grossetani – aggiunge Tosi – che vive con contratti part-time involontari e frammentati e molti giovani, che hanno frequentato istituti turistici non si impiegano nel settore e abbandonano il turismo entro due anni dal diploma. Occorre incentivare forme di apprendistato qualificato e trasformare i tirocini non curricolari in reali percorsi di lavoro”.

“Per questo – conclude Tosi – Fisascat Cisl Grosseto chiede alle istituzioni locali, alla Regione Toscana, alle associazioni datoriali e alle altre parti sociali di assumersi una responsabilità concreta per il futuro del lavoro nel turismo e nel commercio, costruendo insieme regole certe e un modello di sviluppo fondato sulla qualità del lavoro e della contrattazione”.


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