Il racconto di una nonna: la continuità didattica negata e le difficoltà di un sistema che non tutela davvero i più fragili. (Foto https://pxhere.com/it/photo/810786)
Grosseto: Giovanna (nome di fantasia) è la mia nipotina affetta da Sindrome di Down. Ha dieci anni e fra due giorni inizierà a frequentare la quinta elementare. Ha avuto per quattro anni una ottima insegnante di sostegno, con la quale ha raggiunto risultati per niente scontati. In questi anni fra loro si è instaurato un forte legame, anche di natura affettiva, che ha contribuito a creare le condizioni per una buona inclusione scolastica e ha consentito alla bambina di frequentare le prime quattro classi delle elementari con la dovuta serenità, in questo aiutata anche da dei compagni di classe meravigliosi.
Ora la sua insegnante di sostegno, essendo entrata in ruolo, è stata nominata in un'altra scuola di un'altra cittadina. Infatti dei cinque nuovi posti di ruolo autorizzati dal ministero nella nostra provincia nemmeno uno è stato destinato alla scuola che frequenta mia nipote; perciò in questo anno scolastico la bambina avrà un nuovo insegnante di sostegno nonostatante i genitori avessero, entro il 31 di maggio, richiesto la conferma del docente per la continuità didattica, tanto più indispensabile nell'ultimo anno del ciclo. Sembra di capire che ministero e scuole si muovano a compartimenti stagni, e non in modo coordinato, volto a favorire gli alunni (ma questa è una mia personale impressione).
Resta il fatto che la mia nipotina deve affrontare un cambiamento radicale in seguito alla perdita del suo punto di riferimento proprio nell'anno scolastico di passaggio alla scuola media, dove già sappiamo che sarà tutto più difficile. E' un altro tassello in una storia di diritti negati, garantiti sulla carta e ampiamente reclamizzati a livello politico, di fatto troppo spesso oggettivamente non fruibili anche e non solo per difficoltà di carattere burocratico fra le quali non è sempre facile muoversi (ad esempio sedute di logopedia, interventi di ortodonzia, prescrizioni di occhiali...).
Mi scuso per questo mio amaro sfogo
Una nonna preoccupata