Garantire il diritto all’inclusione scolastica non è un optional, ma un dovere costituzionale e civile: servono azioni concrete per abbattere barriere, stabilizzare i docenti di sostegno e costruire una scuola equa per ogni studente.
Grosseto: Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) esprime profonda condivisione per le parole del Garante della Disabilità del Comune di Grosseto, Diego Montani, che ha riportato in un post sulla sua pagina ufficiale (https://www.facebook.com/share/p/1FDniyEEJF/) con chiarezza una realtà troppo spesso ignorata: quella delle difficoltà quotidiane che gli studenti con disabilità incontrano nelle nostre scuole.
Non si tratta di semplici disservizi, ma di vere e proprie violazioni di diritti fondamentali. Quando mancano insegnanti di sostegno specializzati, quando le strutture non sono accessibili, quando la continuità didattica viene spezzata da un turn over incessante, non è solo la vita delle famiglie a complicarsi: è la stessa scuola a perdere la propria missione costituzionale.
La Costituzione italiana non lascia margini di ambiguità. L’articolo 34 stabilisce che la scuola è “aperta a tutti” e l’articolo 3 impegna la Repubblica a rimuovere ogni ostacolo che impedisca l’uguaglianza sostanziale. Se questi principi non trovano attuazione concreta, la scuola rischia di trasformarsi in un luogo di esclusione, anziché di crescita condivisa.
È necessario ricordare che il sostegno agli alunni con disabilità non è un servizio accessorio, ma un diritto soggettivo pieno, tutelato dalla Legge 104/1992 e dalla giurisprudenza che più volte ha ribadito la sua intangibilità. La stessa Corte Costituzionale, con la sentenza n. 80/2010, ha dichiarato illegittime le riduzioni delle ore di sostegno motivate da ragioni economiche.
Anche le strutture scolastiche pongono un problema serio: le barriere architettoniche ancora presenti in molte scuole non sono soltanto un ostacolo materiale, ma un simbolo di emarginazione. Le leggi che ne prevedono l’abbattimento esistono da decenni, ma la loro applicazione è rimasta incompleta.
La scuola, però, non è un edificio qualsiasi: è il primo luogo in cui i giovani sperimentano la cittadinanza. Un’aula inaccessibile, un insegnante che cambia di continuo, un supporto educativo incerto non negano solo strumenti di apprendimento, ma ledono la dignità stessa della persona.
Per questo il CNDDU ritiene urgente un piano organico e vincolante: formazione e stabilizzazione dei docenti di sostegno, programmi di inclusione realmente operativi, investimenti strutturali sugli edifici e un monitoraggio puntuale dei risultati. Non interventi frammentari, ma una strategia nazionale che dia risposte chiare e durature.
Le istituzioni non possono permettersi di rimandare ancora. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009, obbliga lo Stato a garantire pari opportunità educative. Non rispettare tali impegni significa tradire la fiducia dei cittadini e indebolire la credibilità stessa della nostra democrazia.
Il CNDDU sostiene e rilancia l’appello del Garante Montani, convinto che dare voce a queste criticità significhi difendere non solo gli studenti con disabilità, ma l’intera comunità scolastica.
Perché una scuola che include è una scuola che rafforza la società; una scuola che esclude, invece, mina le basi della convivenza civile.
prof. Romano Pesavento - presidente CNDDU