Dalla manifestazione nazionale del 22 settembre un messaggio forte contro silenzi e violenze, chiedendo al Santo Padre di far sentire la sua voce per i diritti umani. Intervento di Francesco Donati.
Grosseto: "Ieri 22 settembre 2025 finalmente difronte alla passività registrata dalle nostre istituzioni distratte da cerimonie civicamente legittime nel delegittimare un efferato delitto avvenuto nella lontana America, la civica società italiana, con una manifestazione nazionale, ha dato un segnale importante ricordandoci che il senso dell’umanità è ancora un valore presente nel DNA del nostro popolo come segno di vicinanza e di fratellanza e soprattutto di civiltà. Di quella civiltà che in molti, ai nostri giorni, vorrebbero cancellare per controllare e comandare un mondo dove il diritto non deve esistere perché contrasta con la prepotenza e la violenza e quindi fa paura perché frutto della ragione e della libertà. Di quella libertà che ben coltivata concede capacità critica, serenità nei rapporti umani, tolleranza, senso del rispetto per gli altri. Tutti valori che molti di noi non conoscono più perché cancellati dalla sfrenata cupidigia economica, la non più presente moralità, il rapporto possesso-violenza. Cioè un surrogato negativo delle molte cose che il vivere di oggi ci offre in positivo, ma che noi non siamo capaci di sfruttare nel modo corretto. Oggi, comunque, dobbiamo festeggiare per aver ritrovato spirito di solidarietà. Oggi di fronte ai fragorosi silenzi istituzionali c’è stato il coraggio di pronunciare al posto di “crimine di guerra” la parola genocidio, espressione che fu giuridicamente definita e usata all’epoca del processo di Norimberga. Scherzi del destino!!
Oggi Gaza rappresenta la frontiera dei diritti umani della nostra civiltà che dobbiamo difendere da chi vuole sopraffarla e per la difesa delle sue mura lo sguardo di credenti di tutte le fedi e semplici persone senza fede si affidano, più che mai, al vicario del Cristo che fu condannato dalle autorità ebraiche e morì in Croce per la salvezza di tutti noi.
Il Patriarca latino di Gerusalemme è entrato a Gaza con tutti gli aiuti che poteva portare. Lei Santo Padre, con la sua presenza leverebbe la voce del vicario di Cristo, per un miliardo e mezzo di persone. Oggi l’umanità intera l’ascolterebbe. Oggi la sua voce risulterebbe più alta della vergogna dei potenti che sostengono questa ecatombe, che invece di dire basta, tacciono. Una voce che aiuterebbe quella troppo flebile e tacitata dell’Onu e quella dell’Europa che ultimamente tanto vilmente ha taciuto e ancora tace."
Francesco Donati