L’ex preparatore biancorosso elogia la solidità della società e il lavoro di Dierna, Indiani e dei fratelli Lamioni: “Il Grosseto è una realtà a cui sarò sempre legato”.
Grosseto: Grande entusiasmo e parole di apprezzamento da parte di Amedeo Gabbrielli, storico tecnico e affezionato sostenitore dell’IUS Grosseto, per il momento positivo che sta vivendo la società biancorossa, sia sul campo che fuori.
La recente vittoria della squadra e la regolarizzazione del mutuo del centro sportivo di Roselle (foto cover) rappresentano, secondo Gabbrielli, due segnali importanti di stabilità e crescita.
«Sono felice che tutto si sia risolto nel migliore dei modi – dichiara –. Ne ero certo fin dall’inizio, anche se mi è dispiaciuto che qualcuno avesse dubitato della possibilità di arrivare a una soluzione positiva».
Il Grosseto, sottolinea Gabbrielli, sta attraversando una fase di consolidamento tecnico e societario: «La società è oggi ben organizzata e coordinata, soprattutto nel settore giovanile, grazie al lavoro del professor Emilio Dierna, che ha saputo costruire una struttura solida e competente. La prima squadra, guidata da Mister Indiani, si sta dimostrando forte, caparbia e concreta».
Un riconoscimento va anche alla dirigenza, che sta garantendo continuità e prospettiva al progetto biancorosso: «Meritano un plauso anche il giovanissimo presidente Francesco Lamioni e il patron Gianni Lamioni, che con entusiasmo e serietà stanno dando stabilità e ambizione al club».
Gabbrielli ha voluto ricordare anche il proprio legame con il Grosseto, dove ha mosso i primi passi della sua carriera: «Il Grosseto Calcio mi ha dato tanto e mi ha aiutato a crescere come preparatore e istruttore. Qui ho vissuto esperienze fondamentali che mi hanno poi portato in Federazione, come responsabile toscano del settore di base, e successivamente nelle esperienze con Parma ed Empoli».
Nel suo percorso professionale non mancano collaborazioni di prestigio: «Ho avuto il piacere di lavorare con Galli, Palazzoli, Zambonelli, Carpenetti, e di vivere una bella esperienza insieme a Marco Cacitti».
Infine, un pensiero affettuoso per la piazza grossetana: «Il Grosseto resta per me una realtà speciale, una società a cui sarò sempre legato e che merita di crescere ancora, nel rispetto della sua storia e della passione dei suoi tifosi».