Grosseto: Il tema di un parco eolico che andrebbe a ricadere sul territorio grossetano è di grande interesse per il territorio, data la rilevanza paesaggistica e ambientale del progetto. Patrick Marini, Sentinella della Maremma, ha presentato osservazioni al progetto “Parco Eolico Grosseto”, delegato da 250 cittadini.
Con un comunicato intende fare chiarezza sul progetto, in riferimento ad alcune imprecisioni - secondo la sua posizione - circolate in dichiarazioni e articoli locali, e indica proposte concrete per opporsi al progetto presentato al territorio.
«Il piano - sostiene Patrick Marini - prevede 10 aerogeneratori, non “ben 7” come affermato su Facebook dal sindaco di Grosseto. Le torri raggiungeranno un’altezza massima di 200 metri (quando la pala punta verso l’alto), e non 250 metri come riportato nell’articolo di Italia Nostra su MaremmaOggi, ma comunque di grande impatto, come si può vedere dall’immagine che mette a confronto una macchina con la Torre Azzurra di Follonica».

«L’impatto visivo - sostiene Marini - sarà rilevante: l’area interessata (non “24 milioni di km²” come indicato nel comunicato stampa del 18 ottobre 2025 del Comune di Castiglione della Pescaia) è di circa 400 km² — comprendendo la piana di Grosseto fino all’Ombrone e l’intera valle del Bruna, dalle colline di Roccastrada alla costa. Questo progetto è uno dei circa 1.800 che congestionano la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) nell’ambito del PNRR / Next Generation EU (Missione “Energia e Ambiente”). Nella sola provincia di Grosseto risultano 26 proposte tra impianti eolici e progetti di cosiddetto “agrivoltaico avanzato”, distese di fotovoltaico a terra in aree agricole. Una volta ottenuto il nulla osta ministeriale, il progetto acquisisce status di interesse nazionale: di conseguenza, le dichiarazioni di sindaci, presidenti di provincia o regioni non hanno valore vincolante».
«Questi progetti non sono “verdi” nel senso autentico del termine - aggiunge Marini - ma operazioni finanziarie con reddito garantito per vent’anni attraverso la tariffa di vendita dell’energia — anche quando il costo dell’energia tenderà a zero per esubero di produzione — a discapito di territori di elevato pregio paesaggistico, culturale e naturalistico. Molti operatori improvvisati cercano di ottenere le autorizzazioni per poi rivendere i diritti a prezzi che oscillano tra 100.000 e 300.000 euro per MW: nel nostro caso si parla di 60 MW! Ci sono solo due strade per contrastare questi progetti: presentare osservazioni formali entro le scadenze previste nella procedura ministeriale VIA; fare pressione politica, affinché governo e istituzioni competenti pongano fine a questa corsa senza regole, senza pianificazione territoriale e senza reale coinvolgimento delle comunità locali».
«Nel nostro caso - afferma ancora Patrick Marini - molti, che ringrazio, hanno presentato osservazioni rispettando i termini previsti, nel tentativo di arginare un fenomeno che sta devastando l’Italia.Tra le associazioni che si sono mobilitate gratuitamente, per puro amore della nostra terra, figurano: il Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra Onlus, Lago di Bolsena, Mountain Wilderness, ALTURA, Comitato Salute Tuscia, un biologo naturalista, il Gruppo Ornitologico Maremmano e persino un proponente di un progetto fotovoltaico anch’esso in VIA, in concorrenza con il “Parco Eolico Grosseto”. In particolare, un gruppo di 250 cittadini tra cui rappresentanti di comitati locali, associazioni, aziende, proprietari di immobili e terreni e semplici cittadini, ha redatto osservazioni articolate in 24 motivi per chiedere l’archiviazione del progetto. A tutti loro va il nostro ringraziamento, mentre alle istituzioni spetta il compito di informarsi meglio e intervenire concretamente, invece di limitarsi a dichiarazioni mediatiche».