Arcidosso: Italia Nostra, Sezione Maremma, assieme ai proprietari di abitazioni, aziende agricole e agriturismi collocati a poche centinaia di metri dalle torri, ha depositato con l’Avv. Michele Greco presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica un’articolata serie di osservazioni al progetto di parco eolico di sette gigantesche pale eoliche da 42 MW proposto in località “L’Abbandonato”, tra i Comuni di Arcidosso, Civitella Paganico, Cinigiano, Campagnatico, Roccalbegna e Manciano, nel cuore dell’Amiata grossetano.
L’Associazione denuncia gravi criticità sotto il profilo della sicurezza pubblica, della tutela del paesaggio e della gestione delle emergenze antincendio, oltre che la mancanza dei requisiti tecnico-economici della società proponente.
Un impianto incompatibile con un territorio ad altissimo rischio incendi
L’area interessata è tra le più esposte al rischio incendi di tutta la Toscana. Gli ultimi eventi lo confermano:
• nell’agosto 2025 un incendio durato una settimana ha devastato oltre 400 ettari di bosco e pascolo tra Cana, Cinigiano e Roccalbegna;
• per domare le fiamme si sono resi necessari 4 Canadair, 7 elicotteri e oltre 200 operatori;
• la morfologia del terreno, impervia e difficilmente accessibile, rende indispensabile il supporto aereo per le operazioni di spegnimento.
In tale contesto, l’installazione di sette aerogeneratori alti 200 metri rappresenterebbe un ostacolo insormontabile per i Canadair e gli elicotteri, impedendo o rendendo pericolosissime le manovre di sgancio a bassa quota (tra i 30 e i 50 metri), con il rischio di propagazione incontrollata del fuoco verso abitazioni e centri abitati.
“È paradossale – afferma Italia Nostra – che proprio in una zona teatro di roghi devastanti si vogliano collocare strutture che intralciano i mezzi di soccorso. La sicurezza dei cittadini e del territorio deve venire prima di qualsiasi speculazione energetica.”
Un affronto ad un paesaggio incontaminato
Il progetto eolico in questione si somma ad altri tredici progetti simili presentati in aree limitrofe e porta a circa centocinquanta il totale delle mostruose torri eoliche che minacciano di infestare l’intera Maremma trasformando la sua natura meravigliosa in un hub industriale per la produzione di centinaia di megawatt di elettricità da trasferire al Nord del Paese. L’area minacciata dal progetto dell’Abbandonato subirebbe lo schiaffo a uno dei paesaggi più autentici e intatti della Toscana interna, una zona che conserva ancora l’armonia tra boschi, pascoli e borghi storici ai piedi dell’Amiata. Le colline di questo versante, segnate da una millenaria presenza agricola e pastorale, custodiscono infatti un equilibrio fragile e prezioso, frutto di secoli di cura e di lavoro umano, che verrebbe irrimediabilmente compromesso dall’installazione di giganteschi aerogeneratori alti duecento metri.
Le torri eoliche, visibili da chilometri di distanza, deturperebbero la percezione visiva dell’intero crinale tra la Val d’Orcia e la Maremma, cancellando quella continuità paesaggistica che è parte integrante dell’identità culturale e storica della regione.
L’impianto, se realizzato, costituirebbe un colpo mortale per il turismo naturalistico e rurale, che in questa parte della Toscana rappresenta una delle poche economie sostenibili rimaste, basate sulla bellezza del paesaggio, la qualità ambientale e il silenzio dei luoghi.
“Parlare di energia pulita – sottolinea Italia Nostra – ha senso solo se non si sporca ciò che è rimasto integro. Qui non si tratta di innovazione, ma di una colonizzazione industriale mascherata da ecologia, che aggredisce un territorio che dovrebbe essere protetto e non sacrificato.”
Un progetto privo di basi solide
Le osservazioni depositate dallo Studio Legale Greco segnalano inoltre che la società proponente, Energia Ecosostenibile Srl, dispone di un capitale sociale di appena 10.000 euro e nessuna esperienza nel settore eolico.
Un dato sconcertante, considerato che si tratta di un progetto da decine di milioni di euro che coinvolge sei Comuni e un’area ad altissimo pregio paesaggistico e naturalistico.
“È inaccettabile – prosegue Italia Nostra – che progetti di tale impatto possano essere presi in esame senza la minima garanzia economica, tecnica e di sicurezza. Lo Stato e la Regione devono vigilare per evitare che i territori diventino il laboratorio di avventure speculative.”
Rischi per la salute e l’incolumità pubblica
Gli aerogeneratori sono collocati a brevissima distanza da abitazioni e strade, in violazione delle norme poste a tutela della pubblica incolumità in caso di rotture accidentali degli elementi rotanti e delle disposizioni in materia di impatto acustico.
Richiesta di sospensione del procedimento
Italia Nostra chiede che il Ministero e la Regione Toscana sospendano il procedimento di VIA, in attesa di una verifica completa sulla compatibilità del progetto con i corridoi aerei antincendio e con il Piano AIB regionale, che impone di mantenere libere da ostacoli le rotte dei mezzi di soccorso.
L’Associazione richiama anche il principio di precauzione sancito dal D.Lgs. 152/2006 e dall’art. 174 del Trattato CE: in presenza di pericoli anche solo potenziali per la salute e la sicurezza pubblica, deve prevalere la tutela dell’incolumità collettiva.
Un appello alle istituzioni
Italia Nostra invita infine la Regione Toscana, i Comuni interessati e il Ministero dell’Ambiente a respingere il progetto, non solo per il suo impatto ambientale e paesaggistico, ma per l’evidente incompatibilità con la sicurezza del territorio.
“Non è accettabile – conclude l’Associazione – che in nome di una falsa transizione ecologica si metta a rischio la vita delle persone. Le colline dell’Amiata hanno già pagato un prezzo altissimo agli incendi: non possono sopportare anche questa minaccia.”