La Regione Toscana sta portando avanti, in questi mesi, la procedura di approvazione del proprio piano faunistico-venatorio, adottato dal Consiglio regionale nella scorsa legislatura (luglio 2025) e sottoposto sia alla valutazione ambientale strategica (V.A.S.) sia alla valutazione d’incidenza ambientale (V.Inc.A.).
L’amministrazione regionale guidata dal Presidente Eugenio Giani avrebbe manifestato l’intenzione di procedere alla definitiva approvazione del piano nel più breve tempo possibile.
Secondo l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), tuttavia, il piano riserverebbe scarsa attenzione alla tutela della fauna e mostrerebbe invece un’eccessiva disponibilità verso le esigenze del mondo venatorio.
L’associazione, con un atto datato 5 novembre 2025, ha presentato al Consiglio regionale una serie di osservazioni in cui chiede una profonda revisione del documento. Tra le principali richieste figurano il divieto di caccia alla Lepre italica (Lepus corsicanus) e alla Starna (Perdix perdix), specie ormai quasi estinte in natura sul territorio toscano.
Il GrIG ha inoltre segnalato il grave stato di crisi delle popolazioni di Allodola (Alauda arvensis), Tortora selvatica (Streptopelia turtur) e Pavoncella (Vanellus vanellus), ricordando che a livello nazionale sono già stati adottati specifici piani di gestione per la conservazione dell’Allodola e della Tortora selvatica, che prevedono misure di tutela totale.
L’associazione ha espresso una netta opposizione anche alla possibilità di autorizzare la caccia al Lupo (Canis lupus), ritenendo che il cosiddetto “prelievo in casi particolari” rappresenti una forma mascherata di attività venatoria.
Tra le ulteriori proposte avanzate figurano l’ampliamento delle aree vietate alla caccia, l’eliminazione delle munizioni al piombo pericolose per l’ambiente e la fauna, nonché l’abolizione di pratiche considerate particolarmente crudeli, come la caccia in tana della Volpe (Vulpes vulpes), la caccia notturna e quella di animali allevati e liberati poco prima dell’abbattimento, una prassi diffusa nelle Aziende Agrituristiche Venatorie.
Il GrIG ha infine auspicato che il Consiglio regionale della Toscana mostri maggiore sensibilità nei confronti della tutela della fauna selvatica e promuova un rapporto più equilibrato e rispettoso con gli altri animali.