Coop Etruria continua a dismettere: 40 negozi e circa 1.500 lavoratori in meno dopo solo sei mesi dalla fusione
Firenze: Una delle prossime chiusure a Grosseto. Preoccupazione a Vignale Riotorto (Livorno). Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS proclamano lo Stato di Agitazione in Unicoop Etruria e nella controllata Superconti.
Proseguono senza sosta le dismissioni di Unicoop Tirreno, oggi Coop Etruria. Dopo la cessione di 16 punti vendita toscani a Unicoop Firenze, avvenuta pochi mesi fa, nella giornata di oggi Coop Etruria in un appuntamento nazionale ha annunciato, con una disinvoltura impressionante, che altri negozi saranno ceduti/chiusi, in Abruzzo, Umbria, Marche e nel Lazio. Una stagione di vendite che assomiglia sempre più a una grande svendita: rete commerciale ridimensionata, conseguente perdita di clienti e soci e un inevitabile calo delle entrate economiche. Così si risana?
Ma anche in Toscana c'è un’ennesima novità, la cooperativa ha annunciato la chiusura del negozio di via Pisacane a Grosseto. La dirigenza di Coop Etruria si è limitata ad elencare dimissioni, cessioni, chiusure e ad affermare l’urgenza di recuperare rapidamente un bilancio positivo per finanziare degli investimenti tutti da conoscere e verificare.
“Forse con questa nuova dismissione di 24 negozi, che sommati a quelli ceduti a CoopFi fanno 40 punti vendita in meno, i nuovi dirigenti, la cui paga continua invece a crescere e ad essere molto cospicua, riusciranno finalmente a ripianare la gestione economica”, dichiara Marco Conficconi, segretario generale UILTuCS Toscana “ma le lavoratrici e i lavoratori dove stanno? E soprattutto: che fine faranno?”. Da loro non si è sentita una parola di distintività.
Preoccupa, inoltre, la dichiarata intenzione della cooperativa di intervenire sui magazzini, al momento due: uno in Umbria e uno a Vignale Riotorto (Livorno), sede anche degli uffici amministrativi. Anche qui la cooperativa, sempre per risanare, ha dichiarato l'intenzione di liberarsi di altri 200 lavoratrici e lavoratori.
Nel complesso, quindi, il conto umano è drammatico: 350 lavoratori dei negozi, 200 delle sedi, e quasi 1.500 persone uscite in meno di un anno. Una contrazione senza precedenti nella storia recente della cooperazione a partire dalle cause di questa necessità.
“È questo il modo di rilanciare la cooperazione?” incalza Conficconi. “Si licenziano i lavoratori o li si passa a realtà peggiorative, mentre i dirigenti, con i loro stipendi, i loro bonus fantastici, le loro macchinone ed i loro benefit aumentano. Senza contare che la cooperativa continua a terziarizzare e appaltare senza alcun confronto sindacale.”
La UILTuCS Toscana ribadisce che la crisi non è frutto del caso, “ma di scelte di gruppi dirigenti che hanno portato una storica realtà come quella di 'Coop la Proletaria' a un declino che dura da anni. Si può ancora parlare di cooperazione? O è solo un modo diverso di pagare le tasse, oppure, un’etichetta da indossare per convenienza?”.
Per la UILTuCS Toscana, la cooperazione dovrebbe essere altro: una responsabilità sociale concreta, un modo diverso di gestire i rapporti di lavoro e le comunità. “Noi continuiamo a credere che cooperazione significhi essere distintivi nei fatti, non a parole”, conclude Conficconi.
La UILTuCS Toscana annuncia che continuerà a vigilare, denunciare e tutelare ogni singola lavoratrice e ogni singolo lavoratore coinvolto in questa fase di smantellamento.
Per questa ragione, Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS proclamano lo Stato di Agitazione in Unicoop Etruria e nella controllata Superconti e annunciano un pacchetto di ore di sciopero di cui comunicheremo successivamente data e modalità. Saranno indette assemblee in tutti i luoghi di lavoro per condividere con lavoratrici e lavoratori le iniziative da intraprendere a tutti i livelli.