Sabato 9 maggio un incontro tra archeologia e sperimentazione con degustazione finale per il ciclo “Le voci della storia”
Manciano: Come veniva prodotto e consumato il vino 2.500 anni fa? A questa domanda proverà a rispondere l’incontro “Il vino degli Etruschi”, in programma sabato 9 maggio 2026 alle ore 17 alla Cooperativa “Filippo Mazzolai”, in località Marruchetone, lungo la SR 74, nell’ambito del ciclo “Le voci della storia 2026 – Il museo invisibile”, promosso dal Comune di Manciano.
“Le voci della storia” è la rassegna culturale promossa dal Comune di Manciano attraverso il Museo diffuso della Comunità Mancianese e la Biblioteca comunale “Antonio Morvidi”, in collaborazione con Teatro Studio Grosseto. Un ciclo di incontri dedicati alla divulgazione storica e archeologica, pensato per avvicinare il pubblico alla conoscenza del territorio attraverso il contributo di studiosi e ricercatori.
L’appuntamento di sabato 9 maggio prende le mosse dalle ricerche archeologiche condotte nell’area della Valle dell’Albegna, in particolare nell’insediamento etrusco di Marsiliana d’Albegna e nel sito di Ghiaccio Forte, che hanno evidenziato il ruolo centrale di questo territorio nella produzione vinicola già in epoca etrusca, una vocazione destinata a proseguire anche in età romana. Anfore, vasi e coppe restituiti dagli scavi raccontano le modalità di trasporto e consumo del vino, ma restavano aperte domande fondamentali sulla sua produzione, conservazione e caratteristiche.
Da queste premesse sono nati i progetti VINUM e ArcheoVino, frutto di una collaborazione tra Università di Siena, Università di Barcellona e Centro di archeologia sperimentale “Gli Albori” di Campagnatico. Il lavoro congiunto ha portato alla realizzazione di un vigneto sperimentale nel territorio di Scansano e alla riproduzione del vino etrusco attraverso tecniche, strumenti e contenitori ricostruiti sulla base delle evidenze archeologiche.
Durante l’incontro Andrea Zifferero dell’Università di Siena, Alessandra Pecci dell’Università di Barcellona e Riccardo Chessa, direttore scientifico del Parco archeologico “Gli Albori”, illustreranno il percorso di ricerca e i risultati raggiunti. I partecipanti potranno osservare da vicino i vasi utilizzati nei banchetti etruschi e, al termine, degustare il vino ottenuto attraverso queste sperimentazioni.
L’iniziativa si svolge negli spazi che ospitano “Il sale della terra”, museo demoantropologico che raccoglie gli utensili della vita contadina della Collezione Babbanini, in un contesto che rafforza il legame tra storia antica e tradizioni locali.
«Questo appuntamento mette in relazione ricerca scientifica e divulgazione, offrendo al pubblico un’esperienza diretta e accessibile – dichiara il consigliere comunale con delega alla Cultura, Matteo Bartolini –. È un modo concreto per avvicinare la comunità al patrimonio archeologico del territorio, valorizzando al tempo stesso le competenze e le collaborazioni che rendono possibile questo tipo di progetti».
La partecipazione è gratuita. Per informazioni è possibile contattare la Biblioteca comunale Antonio Morvidi (0564 625329, biblioteca@comune.manciano.gr.it), l’Ufficio turistico (0564 1886794, mancanianopromozione@gmail.com) o il Museo diffuso della comunità mancianese (0564 620532).
