La nuova vita dell’ex “stazioncina” di Orbetello

Con il ristorante “Altrove” il lungolago ritrova il gusto dell’accoglienza e l’unione tra sapori partenopei e maremmani

Orbetello: La storia della Maremma è fatta di luoghi che sanno rigenerarsi e di famiglie che sanno scommettere sul territorio. L’ultimo capitolo di questo racconto vede protagonista la ex “stazioncina” di Orbetello, un edificio iconico che negli anni ha vissuto mille vite – da scalo ferroviario a sede delle Poste, fino a rimessaggio per pullman – e che oggi, sotto il nome di “Altrove”, si conferma un punto di riferimento imprescindibile per la gastronomia locale.

La nuova gestione, avviata ufficialmente nel dicembre 2025, è il frutto della visione imprenditoriale di due giovani fratelli, Mirko e Giada Roncucci, rispettivamente di 33 e 25 anni. Una sfida coraggiosa che poggia su basi solidissime: l’esperienza e il talento culinario di mamma Tina Celio e della zia Andreina Romano. Le due chef, trasferitesi da Napoli in Laguna molti anni fa, hanno saputo integrare la propria identità campana con le radici profonde della cucina locale, dando vita a un “matrimonio” gastronomico unico. In sala un altro giovanissimo di famiglia: Giovanni Amoroso, cugino di Mirko e Giada.

Ad “Altrove”, il menù celebra quotidianamente questo incontro: la tradizione partenopea, con il pesce e la mozzarella di bufala, dialoga con la cucina maremmana più autentica, fatta di cacciagione e sapori di terra. Tra i piatti simbolo spiccano la pasta patate e provola, lo spaghetto “sciué sciué”, la parmigiana di melanzane e il maialino da latte, senza dimenticare il cinghiale alla maremmana. Un’eccellenza già riconosciuta dal territorio: ancor prima dell’apertura ufficiale, il locale si è aggiudicato il premio Gustatus 2025 grazie alle sue celebri alici fritte.

“L’operazione compiuta dai fratelli Roncucci è un esempio magistrale di come il recupero di un immobile storico possa trasformarsi in un motore di sviluppo per l’intera area lagunare – dichiara Giulio Gennari, presidente di Confcommercio Grosseto –. Restituire dignità e funzione a spazi identitari come la ex stazioncina significa elevare la qualità dell'offerta turistica provinciale. Come associazione ci interfacciamo costantemente con le istituzioni affinché il coraggio di questi giovani imprenditori trovi un terreno fertile in cui operare, poiché è attraverso la loro visione che la nostra provincia mantiene la sua competitività e il suo prestigio economico”.

“Siamo profondamente orgogliosi di dare il benvenuto nella nostra famiglia associativa a Mirko e Giada, due giovani che rappresentano perfettamente il futuro dell’imprenditoria maremmana – afferma Gabriella Orlando, direttore di Confcommercio Grosseto –. La loro scelta di affidarsi a Confcommercio, la più grande rete di imprese d’Italia, dimostra quanto sia fondamentale, oggi più che mai, non affrontare le sfide del mercato da soli. Come associazione, siamo al fianco di realtà come ‘Altrove’ per garantire loro tutto il supporto tecnico e formativo necessario affinché il talento e la passione familiare possano trasformarsi in un successo imprenditoriale duraturo e strutturato”.

Situato in una posizione privilegiata sul lungolago di Ponente, “Altrove” accoglie i clienti a pranzo e a cena, offrendo anche - dalle 19 in poi - uno spazio dedicato agli aperitivi e all’intrattenimento . “Eco”, infatti è lo spazio che con l’arrivo della stagione estiva si arricchisce della rassegna l’ “ALTROVEnerdì”, un appuntamento fisso con eventi musicali pensati per animare le serate orbetellane tra buon cibo e intrattenimento di qualità.

La storia di Mirko, Giada e della loro famiglia è l’esempio di come il coraggio dei giovani, unito all’esperienza della tradizione, possa restituire vitalità a luoghi storici, arricchendo l’offerta turistica e commerciale dell’intera provincia.

“Stiamo creando un luogo dove il cibo incontra la musica, in cui il gusto si mescola alle emozioni e ogni serata diventa un ricordo da portare con sé – raccontano Mirko e Giada - Un posto che parla all'anima, sa stessa che mamma e zia mettono in ogni piatto. Sperimentiamo, senza mai dimenticare la tradizione che ci definisce e ci rende unici. Il nome nasce dal desiderio di sentirsi trasportati in altri luoghi, in uno stato d'animo, in un modo di essere. Un posto dove sentirsi a casa, ma lontani dalla routine. Facciamo del nostro meglio per collezionare momenti che restano. Perché non serve andare lontano per sentirsi Altrove”.