Un chicco di riso può raccontare il mondo. Dai profumi degli arancini alla delicatezza del sushi, è proprio da qui che è partita l’esperienza vissuta dagli alunni della Scuola Primaria Bilingue di Grosseto, protagonisti della quarta edizione della Giornata della Ristorazione.
Grosseto: L’iniziativa, promossa da FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Confcommercio Grosseto, in collaborazione con la scuola primaria paritaria English Primary School del capoluogo maremmano, ha preso forma nel progetto “Un chicco alla volta – One grain at a time”, dedicato quest’anno al riso, ingrediente simbolo di numerose tradizioni gastronomiche, italiane e internazionali.
Attraverso giochi sensoriali, quiz e un laboratorio pratico di cucina, tutti gli alunni sono stati coinvolti in un’esperienza didattica coinvolgente e dinamica. La mattinata si è aperta con le mystery box, che hanno messo alla prova l’olfatto dei bambini nel riconoscimento degli ingredienti, per poi proseguire con un quiz–gara supportato da una cartina del mondo, alla scoperta dell’origine dei piatti a base di riso.
Grande entusiasmo anche per il laboratorio pratico “Riempi il tuo scrigno rosso”, durante il quale gli alunni, indossando grembiule e cappello da chef, si sono cimentati nella preparazione di pomodori ripieni con insalata di riso, dando spazio a creatività e manualità. Un percorso che ha permesso di trasmettere il valore degli ingredienti, della stagionalità e della convivialità, integrando al tempo stesso momenti di apprendimento in lingua inglese, in linea con il percorso educativo bilingue della scuola.
Protagonista della giornata lo chef Emilio Signori, patron della Locanda La Luna di Tirli e vicepresidente provinciale FIPE, affiancato dai figli Costanza e Bernardo, che hanno guidato i bambini tra attività sensoriali e prove pratiche ai fornelli.
«Cucinare è un gesto d’amore, ma anche un modo per raccontare chi siamo e da dove veniamo – spiega Signori - Con i bambini questo valore si amplifica: significa trasmettere rispetto per gli ingredienti, curiosità e consapevolezza. Il riso, che abbiamo scelto come filo conduttore, è un ingrediente straordinario perché unisce culture diverse, ma allo stesso tempo parla anche della nostra identità e del nostro territorio. Vedere i ragazzi mettersi in gioco, assaggiare, sperimentare e imparare divertendosi è la soddisfazione più grande: è così che si costruisce una nuova generazione più attenta, più consapevole e più legata ai valori della cucina e della convivialità».
La mattinata si è conclusa con un momento simbolico: il lancio del riso nel cortile della scuola. Un gesto, spiegato dallo chef Signori come segno di buon auspicio nella nostra tradizione – lo stesso che accompagna i matrimoni – per sottolineare come il riso non sia solo un alimento prezioso per la salute, ma anche un elemento ricco di significato culturale.
«Con questa iniziativa – sottolineano il presidente di Confcommercio Grosseto Giulio Gennari e il direttore Gabriella Orlando – vogliamo avvicinare le nuove generazioni al valore del cibo e del lavoro nella ristorazione, creando un ponte concreto tra scuola e territorio. Educare al gusto significa anche educare alla consapevolezza e al rispetto delle tradizioni».
«Questa edizione della Giornata della Ristorazione – aggiunge il presidente FIPE Confcommercio Grosseto Danilo Ceccarelli – assume un valore ancora più significativo, perché arriva nel momento in cui questa ricorrenza entra ufficialmente nel calendario civile italiano. È un riconoscimento importante per un settore che rappresenta non solo un motore economico fondamentale, ma anche un presidio culturale e sociale del nostro Paese. Iniziative come questa permettono di tradurre questi valori in azioni concrete, partendo proprio dai più giovani: educare al cibo significa educare alla qualità, alla convivialità e al rispetto di un patrimonio riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo».
«Dopo il successo dello scorso anno alla scuola primaria paritaria Sant’Anna, non potevamo non proseguire su questa strada già tracciata – commenta il vicedirettore di Confcommercio Grosseto Stefania Fasano, che ha coordinato anche questa edizione del progetto –. È bello lavorare con i più piccoli, perché sono curiosi, spontanei e pronti a mettersi in gioco: iniziative come questa dimostrano quanto sia importante partire da loro per costruire una maggiore consapevolezza sul valore del cibo e della ristorazione».
Un progetto che, anche in questa quarta edizione, conferma il valore della collaborazione tra scuola e sistema della ristorazione, contribuendo a formare cittadini più consapevoli e attenti, a partire proprio da un semplice chicco di riso.
«Per la nostra scuola è fondamentale offrire ai bambini esperienze concrete, coinvolgenti e legate alla vita reale, in piena sintonia con il principio del learning by doing di John Dewey a cui ci ispiriamo: crediamo profondamente che si impari davvero attraverso l’esperienza diretta, la scoperta e la partecipazione attiva. Il progetto “Un chicco alla volta” ha rappresentato un’occasione preziosa per trasformare il cibo in uno strumento di apprendimento, confronto e crescita condivisa - conclude Ambra Antonelli, direttrice delle Scuole Bilingue di Grosseto - Allo stesso tempo, questa iniziativa si sposa perfettamente con la visione bilingue della nostra scuola, che non considera la lingua inglese soltanto come una competenza linguistica — pur portando i nostri alunni a raggiungere al termine della primaria un livello B1 — ma soprattutto come un ponte verso altre culture, tradizioni e modi di vivere. Attraverso il viaggio tra piatti, ingredienti e usanze provenienti da Paesi diversi, i bambini hanno potuto comprendere come il cibo sia anche racconto, identità e dialogo tra culture. Vederli partecipare con entusiasmo, curiosità e spirito di collaborazione è stato il risultato più bello di questa esperienza».
