Roma: I gruppi di ricerca “Trust, Theory and Technology group” ed “Evaluation Research group” dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) hanno portato avanti uno studio sulla fiducia degli italiani in questa emergenza Coronavirus. I Referenti del progetto Rino Falcone, di Follonica, insieme a Cristiano Castelfranchi, Elisa Colì.
Obiettivi della Ricerca
Obiettivo generale dell’indagine “Coronavirus e fiducia –una ricerca esplorativa” è di studiare gli aspetti socio-comportamentali relativi alla diffusione del virus e alla gestione e messa in atto delle misure di contrasto. In particolare l’analisi si concentra sugli aspetti di fiducia che i cittadini ripongono nelle Autorità Pubbliche rispetto a questa gestione: in merito ai provvedimenti e alle linee guida adottate, agli scopi perseguiti, alle motivazioni che li determinano, alla loro capacità di coinvolgimento e alla loro efficacia per il contenimento del virus stesso.
Gli obiettivi specifici possono essere riassuntiin:
- indagare la fiducia dei cittadini anche attraverso le componenti basilari per un comportamento affidabile, come: la competenza, l’intenzionalità trasparente e coerente del soggetto in analisi, le motivazioni che promuovono le intenzioni, la coerenza degli obiettivi, l’efficacia degli interventi, la capacità di coinvolgimento e gli strumenti per alimentarlo.
- rilevare le fonti di informazione a cui i cittadini fanno principalmente riferimento nonchè l’affidabilità percepita delle stesse.
- rilevare la percezione dei cittadini su come evolverà la loro fiducia nei riguardi di vari soggetti, a seguito di questo evento tanto sconvolgente le loro vite attuali.
ANALISI DEI DATI
COMPETENZA: La stragrande maggioranza (79,3%) degli intervistati ritiene che l’Autorità Pubblica (AP da qui in avanti), in senso lato e aggregato, abbia le competenzenecessarie per assumere provvedimenti(solo il 6,3%è scettica, mentre il 14,4% non esprime una posizione né di accordo né di disaccordo); E’ interessante vedere che sulla stessa capacità (competenze) ma rispetto alla emanazione di linee guidail campione si esprime positivamente con una percentuale leggermente più alta (82,7%). Gli scettici scendono al 5,8%, ma soprattutto si riducono quanti non avevano espresso posizione (11,4).
Sul fatto che si ritenga una prerogativa delle AP quella di assumere i provvedimenti descritti il campione non sembra avere dubbi: il 91,8%è d’accordo; solo il 2,1%esprime perplessità, mentre il 6,1%non si esprime favorevolmente o in dissenso.
Il campione esprime un parere alquanto favorevole sull’utilizzo corretto degli espertida parte delle AP: il 71,7%. Quasi un quinto del campione (il 19,8%) non si esprime favorevolmente o in dissenso, mentre l’8,5%è negativo.
Più della maggioranza del campione (54,3%) concorda su alcune contraddittorietà nelle dichiarazioni delle AP; il 17,9%ritiene invece che tali contraddizioni non ci siano state, mentre il 27,8%non si sbilancia in una o nell’altra posizione.
Riguardo alla capacità di organizzare misure sufficienti, il campione concorda su questa capacità per il 44,8%. Il 21,6%dissente su questa capacità mentre il 33,6%non si esprime né a favore né contro.
Rispetto a mettere in dubbio la competenza delle APil 63,3%si schiera contro questa posizione. Il 16,2%concorda con questa perplessità, mentre il 20,5%non prende una posizione a favore né contro.
Riassumendo: il campione riconosce le competenze delle Autorità, tanto ad assumere provvedimenti quanto ad indicare linee guida (più le seconde che le prime); in particolare non dubita sul fatto che sia loro prerogativa farlo (91,8%); ritiene, in grande maggioranza (71,7%), che abbiano utilizzato correttamente gli esperti; critica, con leggera maggioranza (54,3%), alcune contraddittorietà evidenziate nella gestione; considera (a maggioranza relativa, 44,8%) di aver saputo organizzare misure sufficienti di contrasto. In ogni caso NON mette in dubbio (il 63,3%) la competenza delle AP.
INTENZIONALITA’: Riguardo alle intenzionidelle AP a provvedereeffettivamente al contenimento della diffusione il campione non mostra di dubitare: il 90,2%è pienamente d’accordo. Il 7.1%non si esprime né a favore né contro. Mentre solo il 2,7%presenta delle perplessità.
Più o meno alla stessa stregua vengono considerate le intenzionidelle AP a contenere attraverso linee guidala diffusione: il campione non mostra di dubitare pe il 89,1%. L’8.1%non si esprime né a favore né contro. Mentre solo il 2,8%presenta delle perplessità.
Il campione valuta gli investimenti sufficientiper un 55,9%. Un 16,4%lo ritiene non sufficiente, mentre il 27,7%non si esprime né in modo positivo né in modo negativo.
Il 43,1%degli intervistati non ritiene che ci siano in gioco altri interessi(politici, economici). Mentre il 34,1%ritiene che ci siano. Il 22,7% non si esprime né contro, né a favore.
Inogni caso il 72,1%del campione non dubita sulle intenzioni delle AP di contenere la diffusione del virus, come dichiarato. Mentre ne dubita l’11,5%. Il 16,4%non si esprime né a favore, né contro.
Riassumendo: il campione riconosce alle AP la piena intenzione nel contenere il coronavirus sia attraverso provvedimenti (per il 90,2%) sia attraverso linee guida comportamentali (per l’89,1%); andando ad analizzare le azioni che dovrebbero conseguire, trova comunque a maggioranza non amplissima (55,9%) sufficienti gli investimenti prospettati e ritiene (a maggioranza relativa, 43,1%) che NON ci siano altri interessi in gioco. Infine non dubita (72,1%) sulle intenzioni delle autorità.
Su quale AUTORITÀ sia la più adeguata ad assumere le decisioni in questo ambito, il campione si è espresso: Governo Nazionale 72,8%, Protezione Civile 13,3%, Presidenza della Repubblica 4,2%, Governo Regionale 3,6%, Autorità sanitaria 2,6%, Coordinamento tra più autorità 1,3%, Autorità Comunale 0,9%, Un Comitato tecnico-scientifico 0,6%, Commissario straordinario 0,3%, Autorità militare 0,3%, Istituzioni europee o internazionali 0,1%
Riassumendo: il campione si esprime abbastanza nettamente (72,8%) sul Governo Nazionale. E’ interessante però notare comeal secondo posto ci sia la Protezione Civile e che al terzo ci sia la Presidenza della Repubblica (di fatto un’autorità morale più che esecutiva/operativa). Solo al quarto posto il Governo Regionale.
Sulla UTILITà DEI PROVVEDIMENTI e delle linee guida promossi dalle Autorità Pubbliche il campione si è espresso con l’85%a favore, il 2,6%contro e il 12,3%né a favore né contro.
E' qui interessante notare che l’utilitàdelle azioni delle AP sono apprezzate da una maggioranza molto alta (85%). Qui la richiesta era decontestualizzata dalle azioni specifiche messe in atto e focalizzata sul concetto di utilità.
SCOPO DEI PROVVEDIMENTI1: Solo 16,9%del campione ritiene che lo scopo di questi provvedimenti sia quello di tranquillizzare le persone ma senza effetti sul contagio. Il 64%considera che non sia così, mentre il 19,1%non si schiera né con l’una, né con l’altra posizione.
L’89%del campione considera che questi provvedimenti siano orientati a contenere la diffusione del contagio. Solo il 3,5% non lo crede. Mentre il 7,5% è in una posizione intermedia di giudizio.
Ben l’83,9%del campione NONritiene che questi provvedimenti servano a creare allarmismo immotivato. Il 6%invece lo crede. Mentre il 10,2%dà un giudizio intermedio.
Sullo scopo che questi provvedimenti perseguono, il campione non sembra avere dubbi. L’89% ritiene sia quello di contenere la diffusione del contagio. Mentre si negano le eventuali ulteriori finalità di tranquillizzare l’opinione pubblica o di creare allarmismo immotivato.
L’IMPATTO SULLA PROPRIA VITA: Al 39%del campione pesano molto questi provvedimenti. Al 29,6%pesano poco. Il massimo relativo del campione si pone in una situazione intermedia (31,4%).
Il campione ritiene utile/necessario un sacrificio personale: per sé stesso e la propria famiglia: 92,7%(d’accordo), 2,7%(non d’accordo), 4,7%non si sbilancia.
per la collettività: 95,3%(d’accordo), 1,6%(non d’accordo), 3,1%non si sbilancia.
per sé stesso e la collettività: 94,7%(d’accordo), 1,7%(non d’accordo), 3,6%non si sbilancia.
Sulla utilità del contributo personalea seguire le indicazioni, il campione si schiera per il 96,6%a favore; lo 0,8%lo considera inutile, mentre il 2,6%non si sbilancia.
Riassumendo: la risposta, attenendoci al senso letterale della domanda, mostra un relativo “disturbo, interferenza” di questi provvedimenti. Questo disagio, che in realtà dovrebbe essere maggiore dato l’impatto sul normale procedere della vita organizzativa di ciascuno, potrebbe essere spiegato meglio dalle risposte successive in cui il campione mostra di credere molto nell’utilità/necessità degli interventi.Si noti anche come il campione sia fortemente sensibile alla necessità del proprio contributo per il bene collettivo e non solo personale.
MA GLI ALTRI COME SI COMPORTERANNO? (PER FIDARSI CHE IL CORONAVIRUS VERRA’ SCONFITTO SERVE ANCHE FARE IPOTESI SU QUESTO. LA FIDUCIA NELLE AUTORITA’ PUO’ NON BASTARE): Rispetto a come si comporteranno gli altri cittadini, il campione si esprime: lo faranno tutti - il 42,6% non si sbilancia, il 36,9% esprime perplessità, il 20,5% concorda; non lo faranno tutti ma in numero sufficiente - il 48,6% concorda, il 33,9% non si sbilancia, il 17,5% esprime perplessità; lo faranno in numero ridotto ma servirà - il 46,9% esprime perplessità, il 27,1% non si sbilancia, il 26% concorda; lo faranno in numero insufficiente - il 56,9% esprime perplessità, il 22,3% non si sbilancia, il 20,8% concorda.
Riassumendo: qui la risposta del campione tradisce un senso di incertezza. Il dato più evidente è quello che esprime contrarietà (59,6%) alla versione più pessimistica secondo cui “sarà un numero insufficientea comportarsi nel modo corretto”. Le altre risposte, seppur lievemente ottimiste, mostrano una qualche incertezza. In pratica, gli intervistati escludono l’ipotesi pessimistica (non saranno in numero sufficiente quelli che si adegueranno alle norme) ma mostrano cautela su quelle più ottimistiche.
GLI STRUMENTI PER CONVINCERE GLI ALTRI: Cosa è più efficace per convincere a seguire nuove norme: sapere che tutti le stanno seguendo - il 79,2% concorda, il 13% non si sbilancia, il 7,9% esprime perplessità; essere preoccupati dei rischi - il 80,6% concorda, il 12,7% non si sbilancia, il 6,7% esprime perplessità; avere spirito di condivisione dell’emergenza - il 90% concorda, il 7,2% non si sbilancia, il 2,8% esprime perplessità; fidarsi che le autorità pubbliche stanno impegnandosi al max - il 83,8% concorda, il 11,4% non si sbilancia, il 4,8% esprime perplessità.
Riassumendo: Quindi è importante capire cosa favorisce le persone ad adeguarsi alle norme utili alla sconfitta del coronavirus. In percentuali molto alte il campione considera utile: avere uno spirito di condivisione; sapere che le AP stanno facendo il massimo; essere preoccupati dei rischi potenziali; sapere che tutti le stanno seguendo. Anche qui è interessante notare che le percentuali più alte si aggregano attorno alle considerazioni relative allo spirito di gruppo e ai soggetti collettivi.
A QUESTO PUNTO VENGONO RISOTTOMESSI AL CAMPIONE DUE QUESITI CHIAVE: Il campione valuta le misure di sostegno programmate dalle AP, molto adeguate per il 53,8%, non si sbilancia per il 33,2%, mentre le considera alquanto inadeguate per il 13%.33)
Per concludere la valutazione di fiducia nelle AP, per la gestione del Coronavirus, viene espressa dal campione, nella formulazione esplicitamente richiesta con un 75%positivo, un 17,7%né positivo, né negativo e un 7,3%negativo.
Riassumendo: Il campione dopo aver riflettuto su vari aspetti riconsidera l’utilità delle misure adottate e a maggioranza comunque assoluta (53,8%) le considera positivamente (interessante notare che al punto (6) la valutazione delle misure adottate risultava valida per il 44,8% del campione). Solo il 13% esprime parere negativo su di esse (prima era 21,6%).Il giudizio di fiducia nelle AP è a questo punto piuttosto alto (75%).
Valutando la fiducia espressa nelle AP, il campione indica che questa è influenzata/non influenzatadai seguenti fattori in queste percentuali: connotazione politicadelle AP - il 59,3%contesta questa affermazione, il 22,3%non si sbilancia e un 18,4%la conferma; livello di imposizionedi queste AP - il 52,2%conferma questa affermazione, il 27,5%non si sbilancia e un 20,3%la contesta; dalle informazioniche riceve - il 71,4%conferma questa affermazione, il 22,1%non si sbilancia e un 6,5%la contesta; dalla professione del soggetto - il 46,9%conferma questa affermazione, il 25,3%non si sbilancia e un 27,8%la contesta; dallo stato di salute del soggetto - il 40,6%conferma questa affermazione, il 25,4%non si sbilancia e un 34%la contesta; dal confronto con i suoi colleghi: il 35,9%conferma questa affermazione, il 30,8%non si sbilancia e un 33,3%la contesta; dal confronto con amici, parenti, conoscenti: il 37,3%conferma questa affermazione, il 31,6%non si sbilancia e un 31,3%la contestA; dal tipo di misure adottate: il 80,2%conferma questa affermazione, il 16%non si sbilancia e un 3,8%la contesta.
Riassumendo: Il campione viene quindi chiamato a riflettere sulle ragioni che possono influenzare il suo giudizio di fiducia sulle AP. Risultano considerate influenti: le misure adottate (80,2%), l’informazione ricevuta (71,4%) e il livello di imposizione chele AP sono in grado di esercitare (52,2%). Per questa parte del campione, di poco maggioritaria, sembra esserci una disponibilità in queste situazioni di particolare emergenza, di affidarsi ad AP maggiormente impositive.Il fatto che la connotazione politica abbia poco rilievo, è probabilmente dovuto alla scelta operata fin dall’impostazione del questionario di considerare le AP nella loro globalità, in qualche misura svestendole dei connotati più direttamente di parte (ideologico, partitica) che potevano essere loro attribuiti sulla base delle preferenze politiche degli intervistati.
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Materiali e metodi
Lo studio si è rivolto ai cittadini italiani che avessero compiuto la maggiore età. In particolare sono state intervistate 4260 persone, nel periodo compreso tra il 9 marzo (inizio rilevazione ore 19) e il 14 marzo 2020 (fine rilevazione ore 10.30).
Partecipanti
Il campione è costituito per il 57% da femmine e per il 43% da maschi. L’età dei partecipanti è compresa tra i 18 e gli 85 anni, la maggior parte si colloca nella fascia tra i 50 e i 59 anni (26%), l’età media è di 46 anni. Il titolo di studio prevalente è molto alto: quasi tre quarti delle persone possiedono laurea (38%) o specializzazione post laurea (34%). La maggior parte del campione proviene dal Centro Italia (39%), il 33% vive al Nord, il 28 nel Sud o nelle Isole; il 30% vive in una delle Regioni maggiormente colpite dal Coronavirus, ossia tra Lombardia, Emilia–Romagna, Veneto, Marche e Piemonte (tab. 1).
