Monte Argentario: La National Geographic Society statunitense ha annunciato il riconoscimento ufficiale di un quinto oceano, il Southern Ocean - l’Oceano Meridionale, che si aggiunge così all’ Atlantico, al Pacifico, all’Indiano e all’Artico e bagna le coste dell’Antartide. D’ora in poi nelle carte geografiche e nautiche e nei mappamondi sarà riportato l’Oceano Meridionale, secondo la concezione anglosassone chiamato anche antartico o australe o glaciale antartico, insieme dei mari che circondano il continente antartico più a sud della latitudine 60° Sud.
La denominazione “Oceano Meridionale” fu utilizzata per la prima volta dal conquistador spagnolo Vasco Núñez de Balboa all’inizio del XVI secolo per descrivere le correnti fredde che giungevano da sud e bagnavano le coste dell’America meridionale. Successivamente figurava soltanto nelle mappe australiane ma nel 1921 si accese la possibilità di riconoscere un quinto oceano dall’anno di istituzione dell’ IHO - Organizzazione idrografica internazionale per il coordinamento internazionale della navigazione e delle attività commerciali aventi luogo negli oceani e nel 1937 l’espressione “Oceano Meridionale” fu ufficialmente sancita nelle pubblicazioni dell’IHO. Ma perché in tutti gli atlanti geografici fossero apportate le necessarie modifiche, serviva la ratifica ufficiale da parte dei ministeri competenti dei principali Paesi del mondo e l’ 8 giugno 2021, in occasione della Giornata internazionale degli Oceani finalmente è stata comunicata dalla National Geographical Society statunitense annunciando che da quella data in poi su tutte le mappe sarà segnalato anche l’Oceano Meridionale.

Artemare Club, che sostiene il Decennale degli Oceani della Nazioni Unite ed è firmataria della Charta Smeralda della One Ocean
Foundation, piace ricordare anche la sua storia mitologica, gli antichi greci consideravano un oceano come un enorme fiume che
circondava la terraferma da tutte le parti e chiamarono questa entità “Oceano” in onore del titano Oceano, il figlio di Urano e Gea ossia, il Cielo e la Terra, fratello e marito di Teti, la dea dei principali fiumi allora conosciuti. Il tema del mare è nell'intera composizione della Fontana tra le più famose al mondo quella di Trevi a Roma, dove trionfa la statua monumentale di Oceano di Pietro Bracci 1759-1762, su progetto iniziato da Giovanni Battista Maini, rappresentazione artistica del Titano dalle forme muscolose e opulente e dallo sguardo fiero e altezzoso, colto mentre incede su un cocchio a forma di conchiglia trainato da due cavalli alati, soprannominati rispettivamente cavallo agitato e cavallo placido, in riferimento agli analoghi momenti del mare a volte calmo e a volte burrascoso.