Monte Argentario: In relazioni agli attuali drammatici fatti bellici con l’inizio dell’occupazione dell’ Ucraina parte dell’armata della Federazione Russa, Artemare Club ritiene opportuno rammentare il caro prezzo pagato 73 anni fa dall’Italia per aver invaso altre nazioni militarmente.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale nel 1949, in base al trattato di pace di Parigi, il nostro Paese dovette cedere come riparazioni dei danni di guerra all'Unione Sovietica la nave scuola Cristoforo Colombo gemella dell’ Amerigo Vespucci, la nave da battaglia Giulio Cesare, l'incrociatore Duca d'Aosta, i cacciatorpedinieri Artigliere e Fuciliere, la torpediniere Ardimentoso, Animoso, e Fortunale, i sommergibili Nichelio e Marea oltre al cacciatorpediniere Riboty, che non venne ritirato a causa della sua obsolescenza ed altro naviglio quali MAS e motosiluranti, vedette, navi cisterna, motozattere da sbarco, una nave da trasporto e dodici rimorchiatori. Ma l’URSS non fu la sola nazione che volle le nostre navi, vennero cedute dall’Italia come prede belliche per le potenze vincitrici alla Francia gli incrociatori Scipione Africano, Attilio Regolo e Pompeo Magno, i cacciatorpediniere Velite, Legionari , Oriani e Mitragliere e la Nave Eritrea, alla Jugoslavia le torpediniere Aliseo ed Indomito, alla Grecia l’incrociatore Eugenio di Savoia, all' Inghilterra la corazzata Vittorio Veneto, agli Stati Uniti la Corazzata Italia. L'Inghilterra e gli Stati Uniti rinunciarono al diritto di acquisizione delle due corazzate, che rimasero italiane, nel 1948 l'Italia venne però obbligata a demolirle.
Ad Odesssa avvenne la consegna delle navi ai sovietici, lo stesso porto dell’Ucraina bombardato in questi giorni dalla Federazione Russa, ad eccezione della corazzata e dei due sommergibili la cessione fu fatta nel porto albanese di Valona, in quanto la Convenzione di Monteraux non consentiva il passaggio attraverso i Dardanelli di navi da battaglia e sommergibili appartenenti a stati privi di sbocchi sul Mar Nero. Il 9 febbraio 1949 il Cristoforo Colombo lasciò il porto di Taranto alla volta di Augusta dove il 12 febbraio passò formalmente in disarmo ammainando la bandiere della Marina Militare e issando quella della Marina Mercantile, poi salpò alla volta di Odessa al comando del capitano di fregata Serafino Rittore, ufficiale superiore della Regia Marina Militare. Il 2 marzo il comando dell'unità fu assunto dal capitano di corvetta Nikolaj Korzun, alla nave venne cambiato nome in Dunay – Danubio e fu utilizzata come nave scuola militare fino al 1959, nel 1961 fu ceduta all’Istituto Nautico di Odessa e l’anno successivo invece di eseguire i necessari lavori di manutenzione fu adibita come nave trasporto legno. Nel 1963 un incendio distrusse il carico e la nave, che fu radiata dall’albo sovietico e demolita nel 1971 nel cantiere di Glavvtorcement delle isole Turukhannye a Leningrado.
Artemare Club ricorda che la Regia nave scuola Cristoforo Colombo era stata progettata dal tenente colonnello del genio navale Francesco Rotundi con il nome provvisorio “Patria” e varata nel cantiere navale di Castellammare di Stabia 4 aprile 1928 con il nome di Cristoforo Colombo e svolse la sua attività fino al 1943 era la gemella più anziana della nostra nave scuola Amerigo Vespucci che i venne varato il 22 febbraio 1931.
Centesima costruzione del Regio Cantiere navale di Castellammare di Stabia, il Cristoforo Colombo fu fortemente voluta dall’allora Ministro della Marina Paolo Thaon di Revel ed attuata dal suo successore ammiraglio Giuseppe Siriani per gli allievi dell’Accademia di Livorno, navi scuola con imponente piano velico simile ai vascelli dell’800. Il dislocamento a pieno carico del Colombo era di 4.146 tonnellate, le dimensioni lunghezza fuori tutta 100,50 metri, lunghezza scafo 82,40 metri, larghezza 15,50 metri e immersione 7 metri. L’altezza degli alberi erano la maestra 50 metri, trinchetto 54 metri , mezzana 43 metri, le vele di tela olona erano ventisei per 2.824 mq, propulsione secondaria con due motori diesel elettrici accoppiati + 2 dinamo; 2 eliche coassiali, scafo in acciaio con ordinate, ponti e tronchi portanti degli alberi e del bompresso, dritto di prora con polena rappresentante Cristoforo Colombo. Le due navi scuola pur apparendo uguali presentavano alcune differenze, nella diversa inclinazione del bompresso e l’attacco delle sartie, nelle sistemazioni delle imbarcazioni maggiori e poi il Cristoforo Colombo aveva due eliche coassiali mentre il Vespucci ne aveva solamente una e sulla prima non c’era la plancia a poppa ove è situato il timone a quattro ruote cha ha invece la cosiddetta "nave più bella del mondo".