“E’ stato accompagnato in auto dagli operatori della comunità maremmana dove era ospite” di Franco Ferretti Grosseto: E’ stato un trasferimento iniziato in modo rocambolesco, quello che alcuni giorni fa ha visto coinvolto un ragazzo di 15, ospite di una comunità per il recupero dei minori del sud della nostra provincia.
Questa la storia: Marcello, (pure nome di fantasia), era ospite presso una comunità terapeutica che si occupa del recupero psicoeducativo e riabilitativo di minori con varie problematiche, tra le quali anche quelle con la giustizia. Il ragazzo doveva essere trasferito presso una comunità analoga nei pressi di Gela, in quanto lo stesso era di origini siciliane.
Subito poco dopo la partenza in auto dalla comunità, avvenuta martedì 27 aprile, il ragazzo che era accompagnato da due operatori sociosanitari della comunità stessa, ha finto un malore. L’auto sulla quale viaggiava, si è quindi fermata in una piazzola lungo l’Aurelia per permettere al ragazzo di prendere aria, la ma lo stesso eludendo gli operatori si allontanava in mezzo ai campi adiacenti la strada.
Grazie all’intervento degli operatori stessi, e alle forze dell’ordine prontamente intervenute, il ragazzo veniva rintracciato e portato presso il Pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Misericordia di Grosseto per le valutazioni cliniche del caso.
La sera stessa dopo che le valutazioni sanitarie, il ragazzo è stato ripreso in carico dagli operatori sociosanitari della comunità e trasferito in auto per lungo viaggio da Grosseto alla Sicilia, dove è arrivato nella mattinata di ieri. Adesso il ragazzo sta bene e si trova presso una comunità per il recupero dei minori nei pressi di Gela.
Le comunità terapeutiche per preadolescenti e minori sono delle strutture residenziali che integrano l’aspetto educativo, psicoterapeutico e riabilitativo di questi ragazzi presentano problemi di carattere psichico e altro. L’équipe che segue questi ragazzi è multidisciplinare, e sviluppa progetti individuali terapeutici e riabilitativi, formulati a seconda della personale storia di vita, della diagnosi, della valutazione psicodinamica della personalità, della presenza o meno della famiglia, con l’obiettivo di restituire e mantenere nei giovani il più elevato livello di autonomia acquisibile e limitarne il rischio involutivo.
Tra gli obiettivi di queste comunità c’è la prevenzione e tempestività degli interventi, i passaggio graduale da una condizione di deresponsabilizzazione ad una partecipazione attiva e responsabile alla vita comunitaria, il mantenimento dei rapporti tra il minore e la famiglia per la formulazione di un piano di intervento globale, la promozione della socializzazione e della scolarizzazione, lo sviluppo delle abilità personali e interpersonali, di automonitoraggio e di autocontrollo, e molti altri, non ultimo quello di far sperimentare nuovi percorsi di vita indipendente ed autonoma, insegnando a questi ragazzi a vivere e relazionarsi agli altri, grazie ad attività quotidiane strutturate, sia all’interno che all’esterno della Comunità.
Molte sono le attività interne ed esterne svolte da queste comunità: tra le quali tra le più importanti è quella di prendersi cura della propria persona, nonché dell’ambiente circostante, tramite progetti socioterapeutici e riabilitativi con svolgimento di attività manuali, musicali, motorio-sportive, ricreative e di svago, di cucina.