Rossi: «partecipiamo allo sciopero per la sicurezza sul lavoro per protestare contro le pressioni commerciali, per le ditte che fanno le pulizie nei nostri uffici e per chi trasporta valori. Ma anche contro le chiusure delle filiali. Nel 2023 ne hanno chiuse 6, in autunno toccherà a Castell’Azzara»
Grosseto: Giovedì 11 aprile Cgil e Uil hanno proclamato 4 ore di sciopero generale per chiedere al Governo che la salute e la sicurezza diventino un vincolo per poter esercitare l’attività d’impresa, per cancellare le leggi che nel tempo hanno reso il lavoro precario, perché venga garantita a tutti i dipendenti un’adeguata e continua formazione, per una giusta riforma fiscale così come una vera lotta all’evasione fiscale.
«Noi della Fisac Cgil – spiega Claudia Rossi, segretaria provinciale del sindacato dei bancari - aderiamo ed invitiamo tutte le lavoratrici e lavoratori a farlo, non solo per solidarietà ai settori più colpiti dalle morti sul lavoro ma anche perché noi dipendenti bancari ed assicurativi non siamo avulsi dalla realtà. Seppur con garanzie contrattuali importanti, infatti, siamo costretti ad affrontare ogni giorno situazioni complicate, stressanti a causa delle continue pressioni commerciali e dei reiterati cambiamenti operativi; non dobbiamo dimenticare infatti che lo stress da lavoro correlato è un fattore di altissimo rischio per la nostra salute. Ma aderiamo anche per solidarietà ai lavoratori che fanno le pulizie nei nostri uffici, e a quelli che trasportano i valori con i furgoni blindati.
In quest’occasione, inoltre, non possiamo non ricordare l’annoso problema della desertificazione bancaria: nella nostra provincia, in base ai dati forniti dalla Banca d’Italia, a fronte dei 116 sportelli presenti nel 2022, nel 2023 ne sono stati chiusi 6. E già sappiamo che in autunno chiuderà la filiale di Banca Intesa Sanpaolo a Castell’Azzara, piccola realtà marginale dell’Amiata, continuando così la lenta ed inesorabile emorragia di sportelli.
Ormai alle banche importa solo fare utili e questo è più difficile in zone come la nostra provincia, caratterizzata prevalentemente da piccoli risparmiatori e piccole imprese. È questo il motivo per cui chiudono gli sportelli, rinunciando al loro ruolo sociale e creando così problemi non solo alle persone anziane, non a proprio agio con l’informatica. Ma anche alle persone con scarse competenze finanziarie, che in assenza di un confronto con un consulente bancario provano il trading on line, finendo per essere vittime di truffe o frodi on line».