Cronaca

Aggressione a Grosseto, il CNDDU: “Colpita la dignità umana. Proteggere i più fragili è un dovere civile”

Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani condanna con fermezza l’attacco a una donna con disabilità e alla sua assistente: “Servono azioni concrete, non solo indignazione. La sicurezza dei più vulnerabili sia priorità politica permanente.”

Aggressione a Grosseto, il CNDDU: “Colpita la dignità umana. Proteggere i più fragili è un dovere civile”

Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani condanna con fermezza l’attacco a una donna con disabilità e alla sua assistente: “Servono azioni concrete, non solo indignazione. La sicurezza dei più vulnerabili sia priorità politica permanente.”

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) esprime profonda indignazione per il vile episodio accaduto a Grosseto, dove una donna con disabilità e la sua assistente sono state aggredite e derubate lungo la pista ciclabile nei pressi del Centro Commerciale Maremà. Il fatto, segnalato dal Garante comunale della disabilità Diego Montani, rappresenta una drammatica testimonianza di quanto vulnerabile sia, ancora oggi, la condizione delle persone con disabilità nella quotidianità urbana.

Non si tratta soltanto di un atto criminale: è un’offesa al principio di dignità umana, un colpo inferto al cuore della nostra civiltà. Quando la violenza colpisce chi è già esposto alla marginalità, essa assume una valenza ancora più intollerabile, perché rivela la frattura morale di una società che non sa più proteggere chi più avrebbe diritto alla protezione.

Il CNDDU richiama con forza le istituzioni a un’assunzione di responsabilità immediata e concreta. Non bastano dichiarazioni di sdegno o misure episodiche: servono piani strutturali di tutela, presidi sociali diffusi, percorsi educativi obbligatori sul rispetto dei diritti umani.

Ogni Comune dovrebbe dotarsi di un protocollo operativo di emergenza e protezione per le persone con disabilità, che garantisca non solo la sicurezza fisica ma anche il sostegno psicologico post-evento.

Le Forze dell’Ordine, le scuole, le ASL e i servizi sociali devono cooperare in una rete unica, capace di intervenire, prevenire e ascoltare.

Il Coordinamento denuncia con fermezza il pericolo dell’indifferenza, che è la forma più silenziosa di violenza. Il silenzio di chi assiste, l’inerzia di chi governa e la rassegnazione di chi subisce costituiscono un fallimento collettivo della coscienza democratica.

È tempo che la politica torni a essere strumento di tutela dei diritti fondamentali e non semplice reazione emotiva a fatti di cronaca.

La scuola, presidio di civiltà, ha il compito di spezzare la catena della disumanizzazione: deve educare alla responsabilità civica, alla cura dell’altro, alla consapevolezza che la libertà non è privilegio ma dovere reciproco.

Ogni studente deve essere formato a riconoscere la fragilità come parte integrante della dignità umana, non come condizione da nascondere o compatire.

Il CNDDU esprime profonda vicinanza alla donna aggredita e alla sua accompagnatrice, e ringrazia il Garante Montani per aver reso pubblico l’accaduto con coraggio civico.

Alle istituzioni nazionali rivolgiamo un appello netto e non negoziabile: fate della tutela delle persone con disabilità una priorità politica permanente, non un gesto di solidarietà occasionale.

Solo quando la sicurezza dei più vulnerabili sarà posta al centro delle politiche pubbliche, potremo affermare di vivere in una Repubblica che onora davvero il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione.

prof. Romano Pesavento - presidente CNDDU


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