L'uomo di 37 anni viveva nel degrado dopo i distacchi delle utenze. Il Circolo "V. Stefanini" si impegna a contrastare l'abbandono delle fasce deboli e le esecuzioni senza tutela sociale.
Grosseto: “Non c’è scampo sono nato per essere solo”. Sono queste le parole che aveva scritto sui social, l’uomo che a soli 37 anni si è tolto la vita a Grosseto per una esecuzione di sfratto. A casa gli erano state tolte tutte le utenze e viveva in uno stato di degrado in mezzo a sacchi di immondizia.
"Quello che è accaduto - scrive il Circolo “V. Stefanini” Rifondazione Comunista Grosseto - non è certo un episodio ma è la conseguenza di una situazione di abbandono, di continui tagli alle politiche di sostegno all’affitto e alla morosità inconsapevole. Ci sono tante situazioni di precarietà e di disperazione in cui il disagio abitativo però viene trattato soltanto come problema di ordine pubblico; spesso durante le esecuzioni di sfratto non sono presenti gli assistenti sociali che dovrebbero garantire aiuto, sopratutto quando in casa ci sono dei minori. Ci sono persone sotto sfratto costrette a vivere di giorno nei garage e di notte nei dormitori pubblici dove non si può sostare per più di quindici giorni e dopo…"
"Dopo si trovano di nuovo in mezzo alla strada senza un tetto sulla testa che invece dovrebbe essere garantito dalla nostra Costituzione scritta ma non applicata. Dobbiamo pensare che molte di queste persone si trovano in queste condizioni non per loro scelta ma perché nel corso della loro vita hanno incontrato dei problemi: la perdita di lavoro,malattie oppure una separazione dolorosa che li ha portati a perdere la casa,e quando perdi la casa perdi tutto .
"Noi comunisti come abbiamo sempre fatto - conclude il Circolo “V. Stefanini” Rifondazione Comunista Grosseto- , ci impegniamo oggi e in futuro a lottare con tutte le nostre forze al fianco delle persone piú fragili e più bisognose di aiuto".