Falso Made in Italy, Tanasi (Codacons): 'Chi compra italiano non può essere ingannato, servono controlli a tappeto'

Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, interviene dopo la mobilitazione di Coldiretti al Brennero e rilancia la battaglia contro il falso Made in Italy come una grande questione nazionale di tutela dei consumatori.

Roma:"Tanasi sottolinea che il tema non riguarda soltanto il mondo agricolo, ma milioni di famiglie italiane che ogni giorno acquistano prodotti alimentari confidando nella qualità, nella sicurezza e nella reale origine di ciò che portano in tavola.

Il Codacons evidenzia che, quando un cittadino sceglie un prodotto che ritiene italiano, spesso accetta di pagare un prezzo più alto perché associa quel bene a territorio, filiera nazionale, controlli, tradizione e qualità. Se però l’origine delle materie prime non è chiara, oppure se confezioni, immagini, simboli, tricolori e messaggi commerciali inducono a credere che un alimento sia italiano quando non lo è realmente, il consumatore rischia di subire un danno economico e informativo.

Per questo il Codacons chiede un piano straordinario di controlli su etichette, indicazioni di origine, messaggi pubblicitari, confezioni e claim commerciali che richiamano l’Italia, il tricolore, paesaggi, denominazioni o immagini evocative del nostro Paese, pur in presenza di materie prime provenienti dall’estero.

L’associazione ritiene necessario rafforzare le verifiche lungo tutta la filiera agroalimentare, dalla produzione alla grande distribuzione fino agli scaffali dei supermercati, per consentire ai cittadini di distinguere con chiarezza tra prodotto italiano, prodotto trasformato in Italia e prodotto estero commercializzato con richiami all’italianità.

Tanasi osserva che la trasparenza sull’origine degli alimenti è uno strumento essenziale per garantire scelte consapevoli, contrastare pratiche commerciali scorrette e tutelare sia le imprese corrette sia le famiglie, già colpite dal caro prezzi.

"Il falso Made in Italy è una truffa morale ed economica ai danni dei cittadini: chi compra italiano deve sapere davvero cosa sta acquistando e da dove arrivano le materie prime – afferma Tanasi –. Non possiamo accettare che prodotti esteri vengano presentati con richiami all’Italia solo per aumentare il prezzo e sfruttare la fiducia dei consumatori. Servono controlli seri, etichette comprensibili e sanzioni pesanti contro chi gioca sull’equivoco. La trasparenza alimentare non è uno slogan: è un diritto dei cittadini e un dovere del mercato. Il prodotto estero non può vestirsi da italiano solo per far pagare di più le famiglie".- conclude Tanasi.