PARCHEGGIO AUTOBUS, Filt Cgil e Ugl tornano sul tema della sicurezza

Allegrini (Filt) e Dominici (Ugl): «sulla messa in sicurezza del parcheggio autobus il Comune ha perso due anni. Privilegiando altre scelte. Ora le responsabilità sono chiare. A futura memoria»

Grosseto: «Finalmente, (purtroppo) in occasione dell’ultimo consiglio comunale, la giunta comunale ha gettato la maschera. Chiarendo di non avere alcuna intenzione di risolvere i problemi di sicurezza del capolinea per gli autobus del Tpl adiacente a piazza Marconi, che più volte in questi mesi il sindacato ha denunciato». Dichiarano Alberto Allegrini, segretario della Filt Cgil che si occupa del Tpl, e Giuseppe Dominici, segretario confederale regionale dell'Ugl.

«Naturalmente – aggiungono i due sindacalisti - tutto è avvenuto all'insegna della poca chiarezza per evitare di assumersi una responsabilità politica. Oltretutto senza che a intervenire fosse l'assessore alla mobilità, Riccardo Megale, che ha lasciato la patata bollente all'assessore ai lavori pubblici Riccardo Ginanneschi. È infatti toccato a quest'ultimo ammettere che il progetto di risistemazione dell'area esisteva già dall'autunno del 2024, ma che costando presumibilmente più di 150mila euro, l'amministrazione ha preferito scegliere altre priorità. Tanto è vero che si è limitata a interventi per circa 9mila euro (barriere parapedonali, telecamere e segnaletica orizzontale), dichiarando in consiglio comunale di non aver ancora nemmeno incaricato un tecnico per redigere il progetto esecutivo di riorganizzazione dell’area di parcheggio degli autobus. Un intervento che costerebbe complessivamente più di 150mila euro, e che dev’essere inserito nel piano triennale per le opere pubbliche perché si possano individuare le risorse a copertura della spesa e, della successiva gara d'appalto».

Allegrini e Dominici precisano anche che «d'altra parte, il sospetto fondato che il Comune non fosse intenzionato ad affrontare e risolvere i problemi ci è venuto quasi subito. Dal momento che, dopo l'incidente che nel maggio 2024 vide un autobus investire un pedone procedendo a marcia indietro, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte del sindacato, l'amministrazione comunale ha sempre cercato di “sminuire il fatto” lasciando passare il tempo senza affrontare le questioni. Compresa quella dello “scandalo” (a nostro avviso) del mancato utilizzo dell'area di proprietà di Acquedotto del Fiora, acquistata per 1,7 milioni di euro, originariamente per la costruzione degli uffici di AdF, oltre che per biglietteria , sala attesa passeggeri, sala autisti e bagni per gli utenti del Tpl. Proprietà poi adibita a semplice parcheggio per i dipendenti dell'ente, invece che sfruttata per dare una sistemazione razionale alla piazza e consentire la movimentazione in sicurezza anche dei mezzi del trasporto pubblico locale.

Se non altro, a questo punto, è stata fatta chiarezza. Per cui gli autisti di Autolinee Toscane e tutti gli utenti del Tpl grossetano sono stati messi in condizione di sapere che il Comune in questi due anni ha scelto altre priorità sulle quali intervenire. E sapranno in futuro con chi “prendersela” nel caso in cui si verifichino altri incidenti in corso di manovra dei mezzi all'interno dell'area di parcheggio adiacente piazza Marconi (anche se legalmente il codice della strada addossa la colpa al conducente)».

Infine, i due sindacalisti di Cgil e Ugl rivolgono nuovamente un invito a tutte le istituzioni.

«L'estate è oramai alle porte e con essa i problemi che di solito si verificano negli orari notturni - spiegano Allegrini e Dominici - Tuttavia ancora non è stato sottoscritto il “protocollo sulla sicurezza” che stabilisce alcune pratiche di tutela degli autisti e dei viaggiatori che utilizzano il trasporto pubblico locale. Protocollo il cui testo è già pronto da mesi, sottoscritto con l’Azienda che deve fare degli investimenti. Ma che aspetta ancora la firma da parte degli enti coordinati dalla Prefettura. Pertanto, invitiamo tutti quanti a sottoscriverlo il prima possibile, così come è stato fatto già in altre città della toscana (Firenze in primis) per avere procedure condivise in caso di fenomeni di aggressione o malcostume».