Terribile: «gli sfratti saranno accelerati e questo darà il colpo di grazia alla fascia grigia di chi ha redditi che non consentono né l’accesso all’emergenza abitativa, né può riaffittare o comprare la prima casa»
Grosseto: «Il recente decreto casa che promette 100.000 appartamenti in 10 anni introduce anche una “trappola” sulle procedure di sfratto che sarà esiziale per gli inquilini sottoposti a sfratto. Con la gran parte di loro che si troverà nella doppia condizione di non poter accedere agli appartamenti per l'emergenza abitativa, nè sarà in grado di sostenere nuovi canoni d'affitto o accedere al mercato delle case nuove». Esordisce Antonio terribile, segretario del Sunia Cgil provinciale, preoccupato per l'ondata di sfratti che si preannuncia a seguito dell'ultimo decreto governativo.
«Si tratta – continua Terribile - della cosiddetta “fascia grigia” di persone e famiglie che, lavorando, hanno un reddito troppo alto (Isee) per chiede l’assegnazione di alloggi pubblici, peraltro già insufficienti, ma troppo basso per permettersi un nuovo affitto o un mutuo per l'acquisto della prima casa. Una fetta di ceto medio che precipiterà nel gorgo dell'emergenza abitativa senza avere via d'uscita. A correre questo pericolo sono a Grosseto una buona parte delle oltre 300 famiglie per le quali è stato chiesto lo sfratto. In questo quadro a tinte fosche, non va nemmeno dimenticato il fatto che i Comuni, in seguito all'azzeramento del fondo nazionale di sostegno agli affitti, oramai da tre anni non hanno risorse adeguate a integrare il reddito di chi deve sobbarcarsi un canone di locazione che quasi sempre supera la soglia critica del 30% delle proprie entrate. Non va dimenticato, infatti, che oramai in provincia di Grosseto l'affitto medio sta passando da 86 euro/mq a 110».
Entrando nel merito del provvedimento del Governo Meloni, Terribile spiega che «viene introdotta l'ingiunzione di rilascio per finita locazione in sostituzione della convalida di licenza per finita locazione, per puntare ad "assicurare la celere liberazione degli immobili oggetto di contratti di locazioni conclusi o che stanno per concludersi". Questo significa che prima della scadenza del contratto, il locatore potrà richiedere al giudice competente un'ingiunzione che opera "senza dilazione e a decorre dalla scadenza del contratto". E che in caso di mancata liberazione dell'immobile, scatterà una sanzione pari all'1% del canone mensile di locazione per ogni giorno di ritardo».
Ma c’è dell’altro, perché il Ddl stabilisce anche i tempi di accoglimento della domanda di ingiunzione di rilascio e il regime dell'opposizione. «Il giudice – aggiunge il segretario del Sunia – emetterà il decreto motivato entro un "termine accelerato" di 15 giorni dal deposito del ricorso, ingiungendo il "rilascio senza dilazione a decorrere dalla scadenza del contratto". Qualora il contratto sia già scaduto al momento della domanda, il giudice fissa il rilascio entro un termine compreso tra un minimo di 30 giorni e un massimo di 60", consentendo così "un margine di flessibilità per bilanciare le esigenze delle parti". Infine, vengono ridotti i tempi per sanare l’eventuale morosità degli affitti scaduti, e dimezzato il 'termine di grazia' nei casi di mancato pagamento del canone per difficoltà economiche. Nel quadriennio gli inquilini potranno ricorrere in sede giudiziale per sanare il dovuto al massimo due volte, e non più tre, attraverso il pagamento dell'importo dovuto per gli affitti scaduti, gli oneri accessori, gli interessi e le spese. Si riduce anche il termine che il giudice può assegnare, ove il pagamento non avvenga in udienza, in caso di "comprovate condizioni di difficoltà del conduttore": da 90 a 45 giorni. Il termine di grazia passa invece da 120 a 60 giorni nel caso in cui l'inadempienza, protrattasi per non oltre due mesi, è conseguente alle precarie condizioni economiche del conduttore».
Drastiche le conclusioni di Terribile. «Il Peggioramento delle condizioni di chi viene sfrattato va messo in relazione all'impossibilità per chi farà questa trafila di trovare soluzioni alternative. Perché oggi a Grosseto e provincia gli appartamenti sul mercato privato sono pochissimi e costosissimi, per cui chi verrà sfrattato non avrà le condizioni per ricollocarsi. Né avrà il tempo di aspettare gli ipotetici 10 anni per avere nuove casse pubbliche, che poi tali non saranno. Perché il piano del governo prevede la realizzazione di appartamenti in convenzione ad opera di fondi immobiliari che rimarranno proprietari degli immobili una volta scaduto il vincolo ad affittare a canone calmierato. E il massimo sforzo che fa è quello di incentivare la formula del “rent to buy” (affitta e compra), Che continuerà ad escludere dall'acquisto della prima casa tutti coloro che non sono in grado di avere redditi che gli consenta di poter pagare il riscatto alla fine del periodo di affitto concordato».