Alla libreria QB, un'emozionante riflessione sul valore della relazione e della solidarietà, attraverso le voci di un infermiere e un'assistente sociale.
Grosseto: Nuova presentazione alla libreria QB in piazza Pacciardi a Grosseto. Domani, martedì 17 giugno alle 18, Nicola Draoli e Giulia Fanetti presentano il libro “Sulla soglia. Esperienze di cura” accompagnati da Anastasia Marano.
Si tratta di una riflessione sul senso della cura che gli autori, un infermiere ed un’assistente sociale, affrontano nel libro. Per creare le tende nelle stanze degli abbracci, in epoca di coronavirus, è stato a volte utilizzato lo stesso tessuto con cui si realizzano le mongolfiere: diaframma sottilissimo per consentire il contatto e la protezione, una soglia a cui avvicinarsi e da cui, al tempo stesso, essere raggiunti dall’altro. È a questa immagine che ricorrono Draoli e Fanetti per proporre la loro emozionante riflessione sul senso della cura, dell’integrazione sociosanitaria e della fragilità umana, realizzata attraverso la narrazione delle loro esperienze personali e professionali. Cadenzato da momenti di ironia e arricchito da richiami letterari e musicali, il testo racconta un mondo fatto di relazione e di senso della comunità, nella ricerca di un equilibrio costante tra tecnica della cura e umanità: una risposta contro l’individualismo e l’egoismo, un invito a riscoprire il valore della relazione e della solidarietà. Si rivolge a professionisti della salute, studenti e docenti di scienze infermieristiche e servizio sociale, operatori della relazione d’aiuto, ma anche lettori interessati a temi di cura e comunità.
Giulia Fanetti e Nicola Draoli intrecciano le loro voci in un racconto corale, capace di superare i confini delle singole identità professionali per restituire uno sguardo ampio, umano e profondo sul significato del prendersi cura.
Il libro adotta un registro narrativo e personale, che si nutre di storie, situazioni ed episodi vissuti, resi con autenticità e sensibilità. Ma è proprio grazie a questa dimensione soggettiva che il lettore può riconoscersi nelle esperienze narrate, cogliendo nella specificità dei racconti una sorprendente universalità.
